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I vegumani, il romanzo solarpunk di Clelia Farris

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  I cani mi hanno letteralmente mangiato gli appunti, insieme a un angolo de  I vegumani (Future Fiction, 2023), il romanzo solarpunk di Clelia Farris. Questi cuccioli volevamo farmi scrivere una recensione più di cuore che di testa. E così sia. Dell’Autrice sarda avevo letto l’articolo presente in Ecoluzione (Future Fiction, 2024) di Francesco Verso e ne avevo sentito parlare tra appassionati di narrativa scientifica, dai social alle fiere. Fin dalle prime pagine de  I vegumani , ho trovato una scrittura genuina, ricca di espedienti e di trovate: una delle prime è il Baballotto, termine che designa i bibliotecari in una singolare isola mediterranea del futuro, identificabile con la Sardegna.   In diversi brani, ho trovato una certa spensieratezza narrativa alla Gormenghast : posto che mi sono convinto che l’universo di Gormenghast sia una realtà post-apocalittica, non è difficile leggere il romanzo breve di Farris come una lettura propositiva (non positiva ...

Giochi stellari, il mito dell'eroe nello spazio

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  Un viaggio epico nello spazio, che muove i primi passi da un videogioco arcade. Giochi stellari ( The Last Starfighter , 1984) è una piccola perla della fantascienza anni Ottanta, che unisce il tema del classico viaggio dell’eroe a un’avventura spaziale. Diretto da Nick Castle e scritto da Jonathan R. Betuel, la trama segue Alex Rogan (Lance Guest), un adolescente che vive in un modesto parco di roulotte, sognando di sfuggire alla monotonia della sua vita quotidiana. Il destino gli si presenta sottoforma di un videogioco arcade, Starfighter, che si rivela essere un test per reclutare piloti spaziali. Trasportato nel cosmo da Centauri (Robert Preston), un enigmatico e carismatico emissario extraterrestre, Alex è chiamato a combattere la minaccia portata dall’Impero Ko-Dan.   Il film si distingue per l’uso pionieristico degli effetti speciali in CGI (viene mostrata la prima battaglia spaziale girata con questa tecnologia), un’innovazione per l’epoca che, pur mostrando o...

Ridefinire la parodia. Spaceballs di Mel Brooks

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  Tra parodia e una narrazione ben costruita, Balle spaziali ( Spaceballs , 1987), diretto da Mel Brooks, è una dichiarazione d’amore – ironica e dissacrante – al cinema di fantascienza e in particolare alla space opera. A partire da Star Wars , che viene smontato e ricostruito con una comicità irriverente e sagace, ma non mancano altri omaggi, per esempio a Star Trek , a Il pianeta delle scimmie e a Alien (lo sketch dell’alieno che canta Hello! Ma Baby è pura poesia).   In tutto ciò, la pellicola riesce a non essere schiava dei suoi modelli. Gli effetti speciali sono volutamente datati e caricaturali, e finiscono per aggiungere un fascino retrò che celebra e ridicolizza al contempo l’estetica sci-fi degli anni Ottanta. E la navicella Spaceball One è un perfetto esempio di come si coniughino queste due istanze visive e narrative.   La storia segue le vicende di Lone Starr (Bill Pullman), un improbabile eroe che richiama Han Solo, e del suo fedele compagno Barf...

Il viaggio dantesco nel Costruttore di Stapledon

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  La lettura de Il costruttore di stelle di Olaf Stapledon è stata complessa. Ho compreso perché alcune persone con cui avevo parlato, e che lo avevano già letto, non l’avevano concluso. Star Maker (1937) ha lo scheletro di un romanzo, la struttura di un memoriale e la forma di un saggio. Al suo interno si trovano tematiche sociali, antropologiche, biologiche, scientifiche e filosofiche: è ciò che io chiamo un “romanzo di idee”, un testo che segue le orme del precedente Last and First Men (1930). Dalla storia della specie umana a quella dell’universo, l’opera di Stapledon mi è apparsa come un viaggio dantesco influenzato dall’evoluzionismo; una riflessione sul rapporto tra creatore e creazione e sull’unità intrinseca del cosmo.   La storia si può sintetizzare come segue: la coscienza di un inglese (la sua anima?) esce dal corpo in maniera inspiegabile e comincia a esplorare lo spazio. Per diverso tempo, visita l’Altra Terra, un pianeta in cui la sua mente finisce per ...

Sono aperte le collaborazioni per il mio libro di fantascienza!

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  Sto cercando persone interessate ad avviare una collaborazione dedicata alla mia raccolta di racconti Cronache artificiali . Invierò soltanto copie cartacee e mi metto a totale disposizione per eventuali domande o curiosità che emergeranno durante la lettura. Se vuoi conoscere le tematiche del libro, ti invito a leggere i post “pinnati” sul mio profilo Instagram : per tutte le altre informazioni, leggi quanto segue!   Come aderire, in poche e semplici indicazioni:   1. Lascia un commento sotto questo post, spiegando perché vorresti leggere il libro e quale sia il tuo rapporto con la fantascienza. 2. Condividi il post nelle tue storie su Instagram, taggandomi (così che non mi sfugga la condivisione). 3. Chi vorrà partecipare, dovrà assumersi l’impegno di recensire il libro entro il 15 marzo 2025. La recensione dovrà comparire almeno su Instagram (in forma di post; eventualmente in altre forme), ma anche – se possibile – su piattaforme come Goodreads, Amazon...

Frankenstein, o l'umanità allo specchio

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  Come si fa a dire ancora qualcosa su un classico citato e recensito da chiunque? Non ho una risposta, ma posso dire come una rilettura di Frankenstein abbia generato in me queste tre considerazioni in ordine sparso.   1. «Tu sei il creatore, ma io sono il padrone!» Il romanzo in questione è uno specchio in cui l’umanità si riflette: Frankenstein svela la paura del creatore di fronte alla propria opera, un tema ancora attuale, in un tempo in cui le innovazioni tecnologiche sembrano sfuggire al controllo degli ideatori. Ogni invenzione porta con sé il peso di una responsabilità, più o meno grave a seconda del grado di irreversibilità del cambiamento. Victor afferma di essere «il responsabile di mali irreversibili» e di vivere una sincera angoscia al pensiero che la creatura – che definisce «il mostro» – avrebbe potuto compiere enormi misfatti.   2. Il padre di Victor definisce «inutile ciarpame» il trattato di magia De occulta philosophia libri III dell’alchi...

Salomè nelle arti fino a Jung

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  Salomè era una principessa ebrea, figlia di Erode II e di Erodiade. Nipote di Erode il Grande e figliastra di Erode Antipa, compare nel Nuovo Testamento, dove non viene nominata esplicitamente, e in un passaggio delle Antichità giudaiche (Libro XVIII, Capitolo 5,4) di Flavio Giuseppe. Secondo quest’ultimo, fu prima sposata a uno zio e poi a un cugino, che la rese regina dell’Armenia Minore dopo il 34 d.C.   Le fonti antiche   Nel Vangelo di Marco , emerge che Erodiade nutrisse rancori nei confronti di Giovanni Battista, per aver affermato che il suo matrimonio fosse illegale. La figlia della principessa aveva danzato per Erode Antipa in occasione del suo compleanno, e l’uomo rimase talmente ammaliato da dire: « Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fino alla metà del mio regno. » Confrontatasi con la madre, la donna chiese su un piatto la testa di Giovanni. Il re ne fu dispiaciuto, ma volle mantenere la promessa e mandò un boia a decapitare l’uomo. Il Vangel...

Lord Dunsany e le meraviglie di uomini, eroi e divinità. Parte I

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Il diciottesimo barone di Dunsany nacque a Londra nel 1878, ma venne presto chiamato nell’Irlanda dei suoi antenati. Personalità dalle mille sfaccettature, era appassionato di scacchi, tanto da creare una propria variante del gioco e da inviare enigmi al The Times di Londra; amava la caccia e in giovinezza fu campione di tiro irlandese. Difendeva i diritti degli animali, perlomeno dei cani, opponendosi al taglio della coda allora consueto. Sostenne o presiedette diverse associazioni scacchistiche, culturali, sportive e sociali, tra cui i club di cricket e lo scoutismo. Era una figura ben inserita nel proprio ambiente, con molteplici interessi e la partecipazione a realtà rispettabili come la Royal Geographical Society. Dunsany ricevette un’alta formazione, in luoghi come l’Eton College e il Royal Military College. La sua carriera militare fu lunga e appassionata: prestò regolare servizio fino al 1901, quando venne confermato elettore per i Rappresentanti dei Pari per l’Irlanda alla ...

Conoscere e capire il Libro Rosso di Jung

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  Scritto tra il 1913 e il 1930, il Liber Novus (o Libro Rosso ) di Carl Gustav Jung è un’opera difficile da definire. Non era stata pensata per la pubblicazione, benché Jung avesse curato l’originale nei minimi particolari, dall’ottima rilegatura alla qualità della carta, fino ai pregevoli disegni, perlopiù nello stile delle miniature dei manoscritti medievali o dei mandala indù. Perché il doppio nome? Il volume nasce da un manoscritto in folio, rilegato in pelle rossa, che Jung aveva titolato Liber Novus . Accessibile al pubblico dal 2009, grazie alla collaborazione degli eredi, venne pubblicato da W. W. Norton in traduzione inglese, con tre appendici e oltre 1.500 note editoriali. Nella Reader’s Edition del 2012, vengono omesse le riproduzioni in facsimile del manoscritto calligrafico originale e l’edizione, che include il testo completo, presenta un’introduzione e le note di Sonu Shamdasani.   L’originale si sviluppò a partire dai Libri Neri , taccuini scritti ne...