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La protesta di piazza Tienanmen. Che cosa può comunicare la storia ai manifestanti di oggi

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Le proteste di piazza Tienanmen, a Pechino, durarono dal 15 aprile al 4 giugno 1989. Poco più di trent’anni fa. A scuola, in quinta superiore, di solito non si affronta questo argomento e la guerra fredda stessa viene vista dagli studenti più come un fantasma dai contorni indefiniti, anziché come una fase storica importantissima per noi contemporanei. Per questo è comprensibile che molti non sappiano che le proteste coinvolsero non solo quella piazza, ma diverse centinaia di altre città cinesi. Per quale ragione si protestava? Per la giustizia, ovviamente, e per i diritti. Quali? Inutile dilungarci, ma l’elenco mostrerebbe ciò per cui si è lottato e si lotta ancora dalla seconda metà del Novecento ad oggi, in piena fase di tardo capitalismo. Tutto cominciò con la morte di Hu Yaobang, il 15 aprile appunto, per un attacco cardiaco. Molti cinesi avevano interpretato la sua figura come quella di un rivoluzionario proletario, che si era battuto per la libertà di parola e di sta...

La giustizia dello Stato e la giustizia dell'Uomo

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Voci a favore In pieno XIII secolo, Tommaso d’Aquino discusse la questione della pena di morte e si schierò a suo favore. Oggi questo può apparirci strano, non tanto per l’epoca, ma perché una simile dichiarazione proveniva nientemeno che da un uomo di Chiesa, peraltro destinato alla santità. Eppure, a ben guardare, il suo discorso rientrava in una tipica ottica medievale, in cui la società, che era allora cristiana in ogni sua espressione, rappresentava un vero e proprio organismo. «Ora, il medico fa una cosa buona e utile nel recidere un organo in putrefazione, quando esso minaccia l’infezione di tutto il corpo», così per Tommaso il reggitore dello Stato «uccide con giustizia e senza peccato gli uomini malvagi». Si potrebbe ribattere che di certo nemmeno lo Stato avrebbe dato in questo modo un buon esempio, ma questo significherebbe fare un torto alla storia. Il reggitore dello Stato si trovava in quella condizione di potere per “grazia di Dio” e di per sé, quindi, la sua g...