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Visualizzazione dei post da giugno, 2026

Può un'opera essere fuori tempo massimo? "Aura" di Carlos Fuentes

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  Aura (1962) dello scrittore messicano Carlos Fuentes si apre con un annuncio sul giornale, il primo passo di un cammino che porta il protagonista a un’epifania che non avrebbe mai voluto ricevere. Il libro è un romanzo breve suddiviso in cinque capitoli; per tutto il testo, Fuentes racconta la storia in seconda persona singolare, una scelta stilistica non facile da sostenere per le circa ottanta pagine che costituiscono l’opera. A parte lo straniamento iniziale (dovuto forse a una questione di abitudine di lettura), in poche pagine sono stato catturato dalla sintassi e dal protagonista Felipe Montero, il giovane storico e squattrinato che risponde all’annuncio di una vecchia signora, Consuelo Llorente, e che si ritrova prigioniero in una casa buia nel centro di Città del Messico. Qui abita anche una ragazza misteriosa di nome Aura, nipote della vecchia. La scelta della seconda persona si traduce così in una forma di sortilegio (tema che ricorre nel libro) e non in un virtuosis...

Alle radici del realismo magico. Un romanzo di Juan Rulfo

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  Ciò che mi resta al termine della lettura di Pedro Páramo (1955) di Juan Rulfo è una sensazione di smarrimento, se non di vuoto. L’opera, alla quale sono arrivato in quanto fu un modello per la scrittura di Gabriel García Márquez, è un romanzo breve ma denso, che frantuma la narrazione lineare del tempo e annulla il confine tra il mondo dei vivi e dei morti. Ridotta all’osso, la storia racconta di come Juan Preciado si rechi al paese di Comala per cercare suo padre, Pedro Páramo, seguendo il desiderio espresso in punto di morte dalla madre. Tuttavia Comala è un paese fantasma e di fantasmi, svuotato dalla violenza e dall’ossessione di un uomo che ha amato una donna, Susana San Juan, con un amore così assoluto da diventare distruttivo per ogni cosa intorno a lui. Juan Preciado arriva, ascolta le voci e si mescola a loro, con un esito che vi invito a leggere. L’architettura temporale dell’opera costituisce l’elemento centrale per interpretarla. Il romanzo procede per frammenti...

Come invecchia certa fantascienza. L'esempio de "Il tiranno dei mondi"

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  The Stars, Like Dust (per noi: Il tiranno dei mondi , 1951) è uno dei romanzi del Ciclo dell’Impero asimoviano, il secondo in ordine di composizione e di collocazione nella trilogia. È un’opera di transizione, ancora acerba in certi punti, ma già percorsa da quelle ossessioni tematiche che avrebbero fatto di Asimov uno dei pilastri della fantascienza. La storia segue le vicende di Biron Farrill, giovane rampollo di una famiglia nobile dei Rancher, i potenti proprietari terrieri di Widemos, un pianeta agricolo sottomesso alla Tirannia, l’impero interstellare che domina la galassia con il pugno di ferro. La storia comincia in medias res, con un attentato e una fuga, e da lì si dispiega attraverso una serie di spostamenti da un mondo all’altro, in cerca di un fantomatico pianeta ribelle che potrebbe diventare il cuore della resistenza. È un romanzo d’avventura a tutti gli effetti, con la tensione tipica del thriller politico, tra tradimenti, doppiogiochismo e un finale che ribalt...

Il sub-creatore e il suo giardino. "Albero e foglia" di Tolkien

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  Comincio mettendo ordine sui contenuti di questo piccolo volume tolkieniano intitolato Albero e foglia . Si tratta della traduzione della raccolta inglese Tree and Leaf , pubblicata per la prima volta nel Regno Unito nel 1964 da George Allen & Unwin. Il contenuto però è variato nel corso del tempo. La prima edizione inglese conteneva inizialmente solo il saggio teorico On Fairy-Stories e il racconto allegorico Leaf by Niggle . La prima versione pubblicata da Rusconi nel 1976, tradotta da Francesco Saba Sardi, includeva già testi aggiuntivi rispetto all’originale, come Il fabbro di Wootton Major e il poema drammatico Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm . A partire dal 1988, le versioni inglesi e quelle italiane curate da Bompiani hanno spesso integrato al volume la poesia Mitopoeia e altri scritti, rendendo la raccolta più corposa. In altre parole, Albero e foglia nasce come progetto dello stesso Tolkien per rendere facilmente reperibili i suoi lavori più brevi...