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Il sub-creatore e il suo giardino. "Albero e foglia" di Tolkien

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  Comincio mettendo ordine sui contenuti di questo piccolo volume tolkieniano intitolato Albero e foglia . Si tratta della traduzione della raccolta inglese Tree and Leaf , pubblicata per la prima volta nel Regno Unito nel 1964 da George Allen & Unwin. Il contenuto però è variato nel corso del tempo. La prima edizione inglese conteneva inizialmente solo il saggio teorico On Fairy-Stories e il racconto allegorico Leaf by Niggle . La prima versione pubblicata da Rusconi nel 1976, tradotta da Francesco Saba Sardi, includeva già testi aggiuntivi rispetto all’originale, come Il fabbro di Wootton Major e il poema drammatico Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm . A partire dal 1988, le versioni inglesi e quelle italiane curate da Bompiani hanno spesso integrato al volume la poesia Mitopoeia e altri scritti, rendendo la raccolta più corposa. In altre parole, Albero e foglia nasce come progetto dello stesso Tolkien per rendere facilmente reperibili i suoi lavori più brevi...

Un viaggio nelle correnti dello spazio. Asimov e l'Impero

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  Secondo l’ordine cronologico interno suggerito da Isaac Asimov, The Currents of Space (per noi: Le correnti dello spazio , 1952) rappresenta il primo romanzo del Ciclo dell’Impero, sebbene sia l’ultimo in ordine di pubblicazione tra i romanzi che costituiscono tale ciclo. Una trilogia che precede cronologicamente le vicende dei romanzi della Fondazione e che comprende anche Il tiranno dei mondi e Paria dei cieli . La costruzione organica è però successiva alle prime intenzioni di Asimov, ed è una conseguenza delle ragioni editoriali e del desiderio tardivo dell’Autore di unificare le sue opere. Quando Asimov scrisse la trilogia tra il 1950 e il 1952, concepì i singoli volumi come storie autonome. Condividevano lo scenario di una galassia colonizzata dall’umanità, ma non vi erano legami diretti tra i personaggi o le trame. Fu solo negli anni Ottanta che Asimov decise di collegare quasi tutta la sua produzione fantascientifica in un’unica “Storia del Futuro”. In questa nuova ti...

Una storia che ne contiene altre mille. "Ragni di Marte" di Guillem López

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  Il modo in cui Guillem López affronta il dolore in Ragni di Marte (Eris, 2022) è sicuramente peculiare. Il lutto che coinvolge una coppia, alla quale muore un figlio, viene trasformato in una forza fisica capace di distorcere la trama spazio-temporale. L’elemento fantascientifico introdotto dall’Autore è più di un espediente per identificare l’opera con un genere e funge da strumento per interpretare un fenomeno altrimenti irrazionale. Il romanzo si muove sul confine sottile tra la decomposizione psicologica dei protagonisti e la disgregazione della realtà stessa. Per Hanne e Arnau, la perdita del figlio Joan è un evento traumatico che rompe una diga metaforica che teneva insieme la coerenza del mondo. López non fa altro che descrivere questa deriva: mentre Hanne scivola in una forma di percezione frammentata, il lettore viene trascinato con lei in una spirale dove i ricordi mutano, i volti si cancellano e la cronologia si spezza. Eventi della giovinezza della donna si inframm...

Che cosa significa fare la storia. Un romanzo di Alasdair Gray

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  Vi è qualcosa di paradossale nel titolo scelto da Alasdair Gray per questo romanzo breve pubblicato nel 1994 e arrivato in Italia soltanto nel 2022 grazie a Safarà, con la traduzione di Katia Bagnoli. La ballata del guerriero (in originale A History Maker ) suggerisce un’epopea arcaica, una narrazione eroica, o un canto popolare che funga da atto fondativo di una comunità. Eppure, nel mondo che Gray costruisce la storia è già conclusa, e la ballata che rimane è quella di un uomo che non sa che cosa farsene della propria grandezza e la cui storia, mentre leggiamo, è già andata oltre. L’ history maker è quella persona o evento che cambia il corso della storia attraverso imprese eccezionali e rivoluzionarie; è chi non si limita a vivere il proprio tempo, ma a plasmarlo. Ma chi è il protagonista del libro che avrebbe compiuto questo mutamento epocale?   Siamo nel 2220, nei boschi di Ettrick, nelle Lowlands scozzesi. La civiltà ha risolto il problema della scarsità. I confli...

Il male si eredita? Un libro di Paula D. Ashe

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  Siamo qui per farci male (Zona 42, 2024) è una raccolta di dodici racconti horror, vincitrice dello Shirley Jackson Award e finalista al Bram Stoker Award. Paula D. Ashe vi esplora la natura ambigua del male nel quotidiano e, con una lingua evocativa e a tratti poetica, mostra come la violenza possa essere intrinseca ai legami familiari e sociali, generando atmosfere disturbanti in cui il lieto fine non è mai un’opzione possibile.   I racconti – tradotti da Claudio Kulesko – sono costruiti intorno a una domanda cruciale: di che natura è il male? Nel libro esso non è un’entità soprannaturale esterna, ma emerge dai personaggi stessi. La violenza in àmbito familiare e il concetto di malvagità ereditaria ricorrono come tratto fondamentale, poiché chi viene toccato dal male rischia di diventarne complice o vittima a sua volta. I racconti mostrano che il dolore può trasformarsi in condanna e che la vittima è pronta ad assumere le parti del carnefice, anche quando all’apparen...

La cancellazione culturale in un romanzo di Tlotlo Tsamaase

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  Romanzo breve, con alcuni elementi della prosa poetica, Silenziosa sfiorisce la pelle è un’opera della scrittrice botswana Tlotlo Tsamaase, edita in Italia da Zona 42 nel 2022 con la traduzione di Giulia Lenti. Il libro costruisce un mondo allegorico carico di simbolismi, in una narrazione frammentata, non estranea a elementi surrealisti. L’Autrice adotta una struttura narrativa particolare, in cui ogni capitolo appare come un frammento onirico; le scene seguono una logica interna fluida e talvolta contraddittoria, vicina all’(in)coerenza dell’inconscio. La protagonista stessa, di cui non conosciamo il nome per una ragione specifica, si muove in una realtà che si sfalda e si ricostituisce di continuo. Tale andamento frammentario riflette il mondo interiore ed esteriore della donna, costretta a vivere in un mondo lacerato, sull’orlo del collasso, dove mantenere un senso di sé stabile è quasi impossibile. La scelta stilistica di Tsamaase, costituita da immagini ricorrenti, sal...

Quanto può essere difficile affrontare un lutto?

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  Pubblicato in Italia da Zona 42 nella collana Caronte, curata da Luigi Musolino, e tradotto dal francese da Anna D’Elia e Jessy Simonini, Qui, altrove è un romanzo breve dai toni lynchiani. Ici, ailleurs – questo il titolo originale – è uscito nel 2017 presso Editions Alto ed è stato segnalato al Prix France-Québec 2018; già tradotto in inglese con il titolo The Country Will Bring Us No Peace , quest’ultimo titolo ci suggerisce già l’essenza dell’opera.   La premessa è lineare: Simon e Marie lasciano la città e si trasferiscono in campagna per ricominciare dopo la perdita della figlia, inseguendo l’idea – tutta moderna – che cambiare scenario equivalga a cambiare vita. Il villaggio scelto, tuttavia, non corrisponde alla promessa pastorale, poiché gli abitanti li accolgono con sospetto e il luogo sembra “stinto”, come se qualcosa ne prosciugasse la vitalità. È alle prime pagine che mi è saltata alla mente un’immagine alla Twin Peaks spopolata, non per l’eccentrico in ...