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Quanto può essere difficile affrontare un lutto?

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  Pubblicato in Italia da Zona 42 nella collana Caronte, curata da Luigi Musolino, e tradotto dal francese da Anna D’Elia e Jessy Simonini, Qui, altrove è un romanzo breve dai toni lynchiani. Ici, ailleurs – questo il titolo originale – è uscito nel 2017 presso Editions Alto ed è stato segnalato al Prix France-Québec 2018; già tradotto in inglese con il titolo The Country Will Bring Us No Peace , quest’ultimo titolo ci suggerisce già l’essenza dell’opera.   La premessa è lineare: Simon e Marie lasciano la città e si trasferiscono in campagna per ricominciare dopo la perdita della figlia, inseguendo l’idea – tutta moderna – che cambiare scenario equivalga a cambiare vita. Il villaggio scelto, tuttavia, non corrisponde alla promessa pastorale, poiché gli abitanti li accolgono con sospetto e il luogo sembra “stinto”, come se qualcosa ne prosciugasse la vitalità. È alle prime pagine che mi è saltata alla mente un’immagine alla Twin Peaks spopolata, non per l’eccentrico in ...

Vi suggerisco una lettura indigesta

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  Cadavere squisito (2017, edito in Italia nel 2024 da Eris con la traduzione di Francesca Signorello) è uno dei libri più truci e memorabili che abbia mai letto, scritto dall’argentina Agustina Bazterrica. La trama parte da un’idea agghiacciante: a causa di un misterioso virus che rende tossica ogni carne animale, l’umanità ha attuato la “Transizione”, macellando tutti gli animali e legalizzando l’allevamento e il consumo di carne umana. In breve, il cannibalismo diventa istituzionalizzato e socialmente accettato come nuova norma. Bazterrica ci trascina in questo incubo con incredibile lucidità e fin dalle prime pagine il lettore intuisce che non troverà nulla di bello o confortante. Senza indulgere in rivelazioni decisive sulla trama, voglio però raccontarvi meglio questo libro che, a distanza di settimane, continua a tornarmi in mente.   Di fronte al virus animale, per sopravvivere la società ha scelto la strada più aberrante, anziché convertirsi a una dieta vegetal...

Che cosa diamine è Ubik?

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  Uno dei romanzi più sconcertanti di Philip K. Dick, Ubik (1969) è un’opera di fantascienza atipica, che mescola suspense, filosofia e satira in un intreccio pieno di risvolti surreali. Il lettore segue le vicende di Joe Chip e dei suoi colleghi in un futuro prossimo distopico, restando presto intrappolato insieme a loro in un incubo di realtà instabili e tempo che scorre al contrario. Dick ambienta la storia nel 1992, un futuro ravvicinato (visto dagli anni Sessanta), in cui la società è dominata dal consumismo tecnologico e da interessi corporativi. Due elementi fantascientifici spiccano immediatamente: la presenza diffusa di persone con poteri psichici (telepati e precognitivi, usati come spie industriali) e la tecnologia della mezza-vita, che permette ai defunti di essere conservati in stato di semicoscienza per comunicare ancora con i vivi. In questo mondo, le aziende di sicurezza psichica impiegano “inerziali” (individui capaci di annullare i poteri ESP) per contrastare l...

In una prigione tedesca di inizio Novecento

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  Romanzo autobiografico pubblicato a Berlino nel 1919, Prigione (L’orma, 2019) di Emmy Hennings racconta la reclusione vissuta dalla scrittrice, in una forma a metà tra il memoir e la visione allucinata. Un testo che presenta un realismo quasi documentario, ma al contempo anche un’energia performativa che proviene dal mondo dello spettacolo: non si può dire che sia un’opera “dada” per stile (mi spiegherò meglio più avanti), ma somiglia piuttosto al rovescio intimistico di quella esplosione pubblica. Un cabaret nelle mura di una prigione, dove al posto del pubblico troviamo compagne di cella e secondine.   L’incipit ha la leggerezza di una commedia burocratica, un’atmosfera kafkiana capovolta, con la narratrice che si racconta in prima persona. La donna aspetta da mesi la convocazione e scrive alle autorità chiedendo se possa allontanarsi dalla città, dato che ha un nuovo ingaggio per uno spettacolo. Segue uno scambio tra la protagonista e la polizia, con quest’ultima che...

La storia della caduta di Gondolin

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  Opera postuma di J.R.R. Tolkien, La caduta di Gondolin venne pubblicata nel 2018 a cura del figlio Christopher e rappresenta la terza e ultima delle “grandi storie” della Prima Era della Terra di Mezzo. Il volume ha un approccio quasi filologico e raccoglie varie versioni di un racconto incompiuto ma fondamentale nel legendarium tolkieniano, fornendo al lettore sia la trama epica, sia uno sguardo sull’evoluzione del mito nel tempo. Gondolin è una segreta roccaforte elfica, fondata dai Noldor in esilio e protetta dal resto del mondo da una cerchia impenetrabile di montagne. Nel corso della Prima Era, mentre l’Oscuro Signore Morgoth devasta le terre del Beleriand, Gondolin resta l’ultimo baluardo di speranza degli elfi contro il male. Governata dal saggio ma orgoglioso re Turgon, la città prospera nella pace e nell’isolamento, ignara che la sua caduta si avvicini inesorabile. Il protagonista è Tuor, un uomo di nobile stirpe che il destino, tramite l’intervento del Vala Ulmo, c...

Lovecraft, un tradizionalista a modo suo

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  Ormai tutti conoscono Lovecraft , o così sembra. Perlomeno tutti ne parlano da qualche anno a questa parte, a tal punto che Adelphi si è degnata di pubblicarlo nella sua Piccola Biblioteca. La scelta è ricaduta su una lettera e il titolo della pubblicazione – Potrebbe anche non esserci più un mondo (2025) – è tratto da un passaggio del testo. Gli scritti letterari di Lovecraft sono arrivati in Italia in numerose edizioni, più o meno curate, ma, per quanto ne so, l’enorme patrimonio di missive non è ancora stato pubblicato per intero negli Stati Uniti, mentre in Italia è un aspetto semisconosciuto dell’Autore. A dire il vero, non mi stupirei se nei prossimi anni la figura letteraria di Lovecraft dovesse essere rivalutata: non tanto uno scrittore dell’orrore cosmico, ma uno dei più importanti (o il più importante) e prolifico epistolografo del Novecento. Accanto a questo discorso, prima di addentrarmi in un’analisi approfondita, vorrei soffermarmi sull’opportunità di pubblicare ...

Il primo romanzo sci-fi di Riccardo Cascino

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  Ambizioso progetto di fantascienza distopica e post-apocalittica, Il Cielo Nero è il primo romanzo in auto-pubblicazione di Riccardo Cascino, informatico milanese di nascita, che opera nel digital advertising. Il libro è ambientato in un futuro in cui un’invasione misteriosa e un immenso velo oscuro hanno cancellato il sole e ridisegnato la civiltà umana. L’ultima metropoli, Novark, è diventata uno spazio di segregazione e violenza, dove gli adulti sono ridotti in schiavitù e i giovani addestrati come soldati. Al centro della narrazione si muove Draak, cresciuto nel Sottosuolo, una città scavata nella roccia che custodisce una società brutale e smemorata, privata delle proprie radici. L’incontro con Aril lo spinge a risalire verso la Superficie, in un viaggio che dovrebbe condurre alla verità sulle ragioni della devastazione.   Sulla carta, l’impianto è promettente, con un universo narrativo cupo, una riflessione sulla memoria come strumento di resistenza e una strutt...