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Può un'opera essere fuori tempo massimo? "Aura" di Carlos Fuentes

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  Aura (1962) dello scrittore messicano Carlos Fuentes si apre con un annuncio sul giornale, il primo passo di un cammino che porta il protagonista a un’epifania che non avrebbe mai voluto ricevere. Il libro è un romanzo breve suddiviso in cinque capitoli; per tutto il testo, Fuentes racconta la storia in seconda persona singolare, una scelta stilistica non facile da sostenere per le circa ottanta pagine che costituiscono l’opera. A parte lo straniamento iniziale (dovuto forse a una questione di abitudine di lettura), in poche pagine sono stato catturato dalla sintassi e dal protagonista Felipe Montero, il giovane storico e squattrinato che risponde all’annuncio di una vecchia signora, Consuelo Llorente, e che si ritrova prigioniero in una casa buia nel centro di Città del Messico. Qui abita anche una ragazza misteriosa di nome Aura, nipote della vecchia. La scelta della seconda persona si traduce così in una forma di sortilegio (tema che ricorre nel libro) e non in un virtuosis...

Alle radici del realismo magico. Un romanzo di Juan Rulfo

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  Ciò che mi resta al termine della lettura di Pedro Páramo (1955) di Juan Rulfo è una sensazione di smarrimento, se non di vuoto. L’opera, alla quale sono arrivato in quanto fu un modello per la scrittura di Gabriel García Márquez, è un romanzo breve ma denso, che frantuma la narrazione lineare del tempo e annulla il confine tra il mondo dei vivi e dei morti. Ridotta all’osso, la storia racconta di come Juan Preciado si rechi al paese di Comala per cercare suo padre, Pedro Páramo, seguendo il desiderio espresso in punto di morte dalla madre. Tuttavia Comala è un paese fantasma e di fantasmi, svuotato dalla violenza e dall’ossessione di un uomo che ha amato una donna, Susana San Juan, con un amore così assoluto da diventare distruttivo per ogni cosa intorno a lui. Juan Preciado arriva, ascolta le voci e si mescola a loro, con un esito che vi invito a leggere. L’architettura temporale dell’opera costituisce l’elemento centrale per interpretarla. Il romanzo procede per frammenti...

Come invecchia certa fantascienza. L'esempio de "Il tiranno dei mondi"

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  The Stars, Like Dust (per noi: Il tiranno dei mondi , 1951) è uno dei romanzi del Ciclo dell’Impero asimoviano, il secondo in ordine di composizione e di collocazione nella trilogia. È un’opera di transizione, ancora acerba in certi punti, ma già percorsa da quelle ossessioni tematiche che avrebbero fatto di Asimov uno dei pilastri della fantascienza. La storia segue le vicende di Biron Farrill, giovane rampollo di una famiglia nobile dei Rancher, i potenti proprietari terrieri di Widemos, un pianeta agricolo sottomesso alla Tirannia, l’impero interstellare che domina la galassia con il pugno di ferro. La storia comincia in medias res, con un attentato e una fuga, e da lì si dispiega attraverso una serie di spostamenti da un mondo all’altro, in cerca di un fantomatico pianeta ribelle che potrebbe diventare il cuore della resistenza. È un romanzo d’avventura a tutti gli effetti, con la tensione tipica del thriller politico, tra tradimenti, doppiogiochismo e un finale che ribalt...

Il sub-creatore e il suo giardino. "Albero e foglia" di Tolkien

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  Comincio mettendo ordine sui contenuti di questo piccolo volume tolkieniano intitolato Albero e foglia . Si tratta della traduzione della raccolta inglese Tree and Leaf , pubblicata per la prima volta nel Regno Unito nel 1964 da George Allen & Unwin. Il contenuto però è variato nel corso del tempo. La prima edizione inglese conteneva inizialmente solo il saggio teorico On Fairy-Stories e il racconto allegorico Leaf by Niggle . La prima versione pubblicata da Rusconi nel 1976, tradotta da Francesco Saba Sardi, includeva già testi aggiuntivi rispetto all’originale, come Il fabbro di Wootton Major e il poema drammatico Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm . A partire dal 1988, le versioni inglesi e quelle italiane curate da Bompiani hanno spesso integrato al volume la poesia Mitopoeia e altri scritti, rendendo la raccolta più corposa. In altre parole, Albero e foglia nasce come progetto dello stesso Tolkien per rendere facilmente reperibili i suoi lavori più brevi...

Un viaggio nelle correnti dello spazio. Asimov e l'Impero

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  Secondo l’ordine cronologico interno suggerito da Isaac Asimov, The Currents of Space (per noi: Le correnti dello spazio , 1952) rappresenta il primo romanzo del Ciclo dell’Impero, sebbene sia l’ultimo in ordine di pubblicazione tra i romanzi che costituiscono tale ciclo. Una trilogia che precede cronologicamente le vicende dei romanzi della Fondazione e che comprende anche Il tiranno dei mondi e Paria dei cieli . La costruzione organica è però successiva alle prime intenzioni di Asimov, ed è una conseguenza delle ragioni editoriali e del desiderio tardivo dell’Autore di unificare le sue opere. Quando Asimov scrisse la trilogia tra il 1950 e il 1952, concepì i singoli volumi come storie autonome. Condividevano lo scenario di una galassia colonizzata dall’umanità, ma non vi erano legami diretti tra i personaggi o le trame. Fu solo negli anni Ottanta che Asimov decise di collegare quasi tutta la sua produzione fantascientifica in un’unica “Storia del Futuro”. In questa nuova ti...

Una storia che ne contiene altre mille. "Ragni di Marte" di Guillem López

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  Il modo in cui Guillem López affronta il dolore in Ragni di Marte (Eris, 2022) è sicuramente peculiare. Il lutto che coinvolge una coppia, alla quale muore un figlio, viene trasformato in una forza fisica capace di distorcere la trama spazio-temporale. L’elemento fantascientifico introdotto dall’Autore è più di un espediente per identificare l’opera con un genere e funge da strumento per interpretare un fenomeno altrimenti irrazionale. Il romanzo si muove sul confine sottile tra la decomposizione psicologica dei protagonisti e la disgregazione della realtà stessa. Per Hanne e Arnau, la perdita del figlio Joan è un evento traumatico che rompe una diga metaforica che teneva insieme la coerenza del mondo. López non fa altro che descrivere questa deriva: mentre Hanne scivola in una forma di percezione frammentata, il lettore viene trascinato con lei in una spirale dove i ricordi mutano, i volti si cancellano e la cronologia si spezza. Eventi della giovinezza della donna si inframm...

Che cosa significa fare la storia. Un romanzo di Alasdair Gray

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  Vi è qualcosa di paradossale nel titolo scelto da Alasdair Gray per questo romanzo breve pubblicato nel 1994 e arrivato in Italia soltanto nel 2022 grazie a Safarà, con la traduzione di Katia Bagnoli. La ballata del guerriero (in originale A History Maker ) suggerisce un’epopea arcaica, una narrazione eroica, o un canto popolare che funga da atto fondativo di una comunità. Eppure, nel mondo che Gray costruisce la storia è già conclusa, e la ballata che rimane è quella di un uomo che non sa che cosa farsene della propria grandezza e la cui storia, mentre leggiamo, è già andata oltre. L’ history maker è quella persona o evento che cambia il corso della storia attraverso imprese eccezionali e rivoluzionarie; è chi non si limita a vivere il proprio tempo, ma a plasmarlo. Ma chi è il protagonista del libro che avrebbe compiuto questo mutamento epocale?   Siamo nel 2220, nei boschi di Ettrick, nelle Lowlands scozzesi. La civiltà ha risolto il problema della scarsità. I confli...