Alle radici del realismo magico. Un romanzo di Juan Rulfo
Ciò che mi resta al termine della lettura di Pedro Páramo (1955) di Juan Rulfo è una sensazione di smarrimento, se non di vuoto. L’opera, alla quale sono arrivato in quanto fu un modello per la scrittura di Gabriel García Márquez, è un romanzo breve ma denso, che frantuma la narrazione lineare del tempo e annulla il confine tra il mondo dei vivi e dei morti. Ridotta all’osso, la storia racconta di come Juan Preciado si rechi al paese di Comala per cercare suo padre, Pedro Páramo, seguendo il desiderio espresso in punto di morte dalla madre. Tuttavia Comala è un paese fantasma e di fantasmi, svuotato dalla violenza e dall’ossessione di un uomo che ha amato una donna, Susana San Juan, con un amore così assoluto da diventare distruttivo per ogni cosa intorno a lui. Juan Preciado arriva, ascolta le voci e si mescola a loro, con un esito che vi invito a leggere. L’architettura temporale dell’opera costituisce l’elemento centrale per interpretarla. Il romanzo procede per frammenti...