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Il male si eredita? Un libro di Paula D. Ashe

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  Siamo qui per farci male (Zona 42, 2024) è una raccolta di dodici racconti horror, vincitrice dello Shirley Jackson Award e finalista al Bram Stoker Award. Paula D. Ashe vi esplora la natura ambigua del male nel quotidiano e, con una lingua evocativa e a tratti poetica, mostra come la violenza possa essere intrinseca ai legami familiari e sociali, generando atmosfere disturbanti in cui il lieto fine non è mai un’opzione possibile.   I racconti – tradotti da Claudio Kulesko – sono costruiti intorno a una domanda cruciale: di che natura è il male? Nel libro esso non è un’entità soprannaturale esterna, ma emerge dai personaggi stessi. La violenza in àmbito familiare e il concetto di malvagità ereditaria ricorrono come tratto fondamentale, poiché chi viene toccato dal male rischia di diventarne complice o vittima a sua volta. I racconti mostrano che il dolore può trasformarsi in condanna e che la vittima è pronta ad assumere le parti del carnefice, anche quando all’apparen...

La cancellazione culturale in un romanzo di Tlotlo Tsamaase

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  Romanzo breve, con alcuni elementi della prosa poetica, Silenziosa sfiorisce la pelle è un’opera della scrittrice botswana Tlotlo Tsamaase, edita in Italia da Zona 42 nel 2022 con la traduzione di Giulia Lenti. Il libro costruisce un mondo allegorico carico di simbolismi, in una narrazione frammentata, non estranea a elementi surrealisti. L’Autrice adotta una struttura narrativa particolare, in cui ogni capitolo appare come un frammento onirico; le scene seguono una logica interna fluida e talvolta contraddittoria, vicina all’(in)coerenza dell’inconscio. La protagonista stessa, di cui non conosciamo il nome per una ragione specifica, si muove in una realtà che si sfalda e si ricostituisce di continuo. Tale andamento frammentario riflette il mondo interiore ed esteriore della donna, costretta a vivere in un mondo lacerato, sull’orlo del collasso, dove mantenere un senso di sé stabile è quasi impossibile. La scelta stilistica di Tsamaase, costituita da immagini ricorrenti, sal...

Quanto può essere difficile affrontare un lutto?

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  Pubblicato in Italia da Zona 42 nella collana Caronte, curata da Luigi Musolino, e tradotto dal francese da Anna D’Elia e Jessy Simonini, Qui, altrove è un romanzo breve dai toni lynchiani. Ici, ailleurs – questo il titolo originale – è uscito nel 2017 presso Editions Alto ed è stato segnalato al Prix France-Québec 2018; già tradotto in inglese con il titolo The Country Will Bring Us No Peace , quest’ultimo titolo ci suggerisce già l’essenza dell’opera.   La premessa è lineare: Simon e Marie lasciano la città e si trasferiscono in campagna per ricominciare dopo la perdita della figlia, inseguendo l’idea – tutta moderna – che cambiare scenario equivalga a cambiare vita. Il villaggio scelto, tuttavia, non corrisponde alla promessa pastorale, poiché gli abitanti li accolgono con sospetto e il luogo sembra “stinto”, come se qualcosa ne prosciugasse la vitalità. È alle prime pagine che mi è saltata alla mente un’immagine alla Twin Peaks spopolata, non per l’eccentrico in ...

Vi suggerisco una lettura indigesta

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  Cadavere squisito (2017, edito in Italia nel 2024 da Eris con la traduzione di Francesca Signorello) è uno dei libri più truci e memorabili che abbia mai letto, scritto dall’argentina Agustina Bazterrica. La trama parte da un’idea agghiacciante: a causa di un misterioso virus che rende tossica ogni carne animale, l’umanità ha attuato la “Transizione”, macellando tutti gli animali e legalizzando l’allevamento e il consumo di carne umana. In breve, il cannibalismo diventa istituzionalizzato e socialmente accettato come nuova norma. Bazterrica ci trascina in questo incubo con incredibile lucidità e fin dalle prime pagine il lettore intuisce che non troverà nulla di bello o confortante. Senza indulgere in rivelazioni decisive sulla trama, voglio però raccontarvi meglio questo libro che, a distanza di settimane, continua a tornarmi in mente.   Di fronte al virus animale, per sopravvivere la società ha scelto la strada più aberrante, anziché convertirsi a una dieta vegetal...

Che cosa diamine è Ubik?

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  Uno dei romanzi più sconcertanti di Philip K. Dick, Ubik (1969) è un’opera di fantascienza atipica, che mescola suspense, filosofia e satira in un intreccio pieno di risvolti surreali. Il lettore segue le vicende di Joe Chip e dei suoi colleghi in un futuro prossimo distopico, restando presto intrappolato insieme a loro in un incubo di realtà instabili e tempo che scorre al contrario. Dick ambienta la storia nel 1992, un futuro ravvicinato (visto dagli anni Sessanta), in cui la società è dominata dal consumismo tecnologico e da interessi corporativi. Due elementi fantascientifici spiccano immediatamente: la presenza diffusa di persone con poteri psichici (telepati e precognitivi, usati come spie industriali) e la tecnologia della mezza-vita, che permette ai defunti di essere conservati in stato di semicoscienza per comunicare ancora con i vivi. In questo mondo, le aziende di sicurezza psichica impiegano “inerziali” (individui capaci di annullare i poteri ESP) per contrastare l...

In una prigione tedesca di inizio Novecento

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  Romanzo autobiografico pubblicato a Berlino nel 1919, Prigione (L’orma, 2019) di Emmy Hennings racconta la reclusione vissuta dalla scrittrice, in una forma a metà tra il memoir e la visione allucinata. Un testo che presenta un realismo quasi documentario, ma al contempo anche un’energia performativa che proviene dal mondo dello spettacolo: non si può dire che sia un’opera “dada” per stile (mi spiegherò meglio più avanti), ma somiglia piuttosto al rovescio intimistico di quella esplosione pubblica. Un cabaret nelle mura di una prigione, dove al posto del pubblico troviamo compagne di cella e secondine.   L’incipit ha la leggerezza di una commedia burocratica, un’atmosfera kafkiana capovolta, con la narratrice che si racconta in prima persona. La donna aspetta da mesi la convocazione e scrive alle autorità chiedendo se possa allontanarsi dalla città, dato che ha un nuovo ingaggio per uno spettacolo. Segue uno scambio tra la protagonista e la polizia, con quest’ultima che...

La storia della caduta di Gondolin

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  Opera postuma di J.R.R. Tolkien, La caduta di Gondolin venne pubblicata nel 2018 a cura del figlio Christopher e rappresenta la terza e ultima delle “grandi storie” della Prima Era della Terra di Mezzo. Il volume ha un approccio quasi filologico e raccoglie varie versioni di un racconto incompiuto ma fondamentale nel legendarium tolkieniano, fornendo al lettore sia la trama epica, sia uno sguardo sull’evoluzione del mito nel tempo. Gondolin è una segreta roccaforte elfica, fondata dai Noldor in esilio e protetta dal resto del mondo da una cerchia impenetrabile di montagne. Nel corso della Prima Era, mentre l’Oscuro Signore Morgoth devasta le terre del Beleriand, Gondolin resta l’ultimo baluardo di speranza degli elfi contro il male. Governata dal saggio ma orgoglioso re Turgon, la città prospera nella pace e nell’isolamento, ignara che la sua caduta si avvicini inesorabile. Il protagonista è Tuor, un uomo di nobile stirpe che il destino, tramite l’intervento del Vala Ulmo, c...