Una storia che ne contiene altre mille. "Ragni di Marte" di Guillem López
Il modo in cui Guillem López affronta il dolore in Ragni di Marte (Eris, 2022) è sicuramente peculiare. Il lutto che coinvolge una coppia, alla quale muore un figlio, viene trasformato in una forza fisica capace di distorcere la trama spazio-temporale. L’elemento fantascientifico introdotto dall’Autore è più di un espediente per identificare l’opera con un genere e funge da strumento per interpretare un fenomeno altrimenti irrazionale. Il romanzo si muove sul confine sottile tra la decomposizione psicologica dei protagonisti e la disgregazione della realtà stessa. Per Hanne e Arnau, la perdita del figlio Joan è un evento traumatico che rompe una diga metaforica che teneva insieme la coerenza del mondo. López non fa altro che descrivere questa deriva: mentre Hanne scivola in una forma di percezione frammentata, il lettore viene trascinato con lei in una spirale dove i ricordi mutano, i volti si cancellano e la cronologia si spezza. Eventi della giovinezza della donna si inframm...