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Visualizzazione dei post da luglio, 2026

Ho scoperto uno scrittore incredibile, Carlos Fuentes

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  Sono arrivato a Carlos Fuentes dalla porta stretta di Aura , un romanzo breve di un’ottantina di pagine gotiche. La cosa che mi rimase impressa fin da subito fu quella seconda persona singolare che si protrae per tutto il libro, quel “tu” che suona come un ordine, o un incantesimo. Uscii da lì con l’impressione di aver sfiorato qualcosa di significativo, di cui in Italia si parla poco o niente, anche tra i lettori assidui. Provenivo già dalla lettura di Pedro Páramo di Juan Ruflo (e dalla sua di “aura”): Susan Sontag lo consacrava tra i capolavori del secolo; García Márquez affermava di conoscerlo a memoria, e generazioni di scrittori lo indicano tutt’ora come libro all’origine di tanta letteratura centro e sudamericana, la pietra angolare su cui è stato costruito il resto. Eppure, dopo averlo letto e apprezzato, il contenuto non ha macerato in me, traducendosi in quella epifania di altri lettori e scrittori. Quando invece ho chiuso La morte di Artemio Cruz ho avuto quella fe...

La fantascienza come passaggio di testimone

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  Da quando i due tomi del Meridiano Mondadori dedicato a Philip K. Dick sono comparsi in libreria, la stessa veste che custodisce Saba e Thomas Mann, una porzione della nostra élite letteraria ha sentito il dovere di colmare in fretta una lacuna antica. Aprendo Ubik , magari sospinti dall’entusiasmo contagioso di Carrère, questi autori hanno concluso l’ultima pagina con una smorfia di disappunto, o di disgusto. Quel mondo non somigliava a niente di ciò che avevano imparato a chiamare “letteratura alta”, perché mancava la levigatezza, la psicologia a orologeria, il decoro e la logicità, o l’incoerenza stilisticamente accattivante. È un problema che aveva colto già Emanuele Trevi, che il Meridiano l’ha curato. Infilare Dick nella collana forse più solenne della nostra editoria, costringe a domandarsi se sia cambiato il confine di ciò che è lecito chiamare capolavoro, oppure se chi era chiamato a individuare le opere migliori si sia fatto condizionare troppo dai generi di apparten...