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Alle radici del realismo magico. Un romanzo di Juan Rulfo

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  Ciò che mi resta al termine della lettura di Pedro Páramo (1955) di Juan Rulfo è una sensazione di smarrimento, se non di vuoto. L’opera, alla quale sono arrivato in quanto fu un modello per la scrittura di Gabriel García Márquez, è un romanzo breve ma denso, che frantuma la narrazione lineare del tempo e annulla il confine tra il mondo dei vivi e dei morti. Ridotta all’osso, la storia racconta di come Juan Preciado si rechi al paese di Comala per cercare suo padre, Pedro Páramo, seguendo il desiderio espresso in punto di morte dalla madre. Tuttavia Comala è un paese fantasma e di fantasmi, svuotato dalla violenza e dall’ossessione di un uomo che ha amato una donna, Susana San Juan, con un amore così assoluto da diventare distruttivo per ogni cosa intorno a lui. Juan Preciado arriva, ascolta le voci e si mescola a loro, con un esito che vi invito a leggere. L’architettura temporale dell’opera costituisce l’elemento centrale per interpretarla. Il romanzo procede per frammenti...

Il sub-creatore e il suo giardino. "Albero e foglia" di Tolkien

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  Comincio mettendo ordine sui contenuti di questo piccolo volume tolkieniano intitolato Albero e foglia . Si tratta della traduzione della raccolta inglese Tree and Leaf , pubblicata per la prima volta nel Regno Unito nel 1964 da George Allen & Unwin. Il contenuto però è variato nel corso del tempo. La prima edizione inglese conteneva inizialmente solo il saggio teorico On Fairy-Stories e il racconto allegorico Leaf by Niggle . La prima versione pubblicata da Rusconi nel 1976, tradotta da Francesco Saba Sardi, includeva già testi aggiuntivi rispetto all’originale, come Il fabbro di Wootton Major e il poema drammatico Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm . A partire dal 1988, le versioni inglesi e quelle italiane curate da Bompiani hanno spesso integrato al volume la poesia Mitopoeia e altri scritti, rendendo la raccolta più corposa. In altre parole, Albero e foglia nasce come progetto dello stesso Tolkien per rendere facilmente reperibili i suoi lavori più brevi...

Che cosa diamine è Ubik?

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  Uno dei romanzi più sconcertanti di Philip K. Dick, Ubik (1969) è un’opera di fantascienza atipica, che mescola suspense, filosofia e satira in un intreccio pieno di risvolti surreali. Il lettore segue le vicende di Joe Chip e dei suoi colleghi in un futuro prossimo distopico, restando presto intrappolato insieme a loro in un incubo di realtà instabili e tempo che scorre al contrario. Dick ambienta la storia nel 1992, un futuro ravvicinato (visto dagli anni Sessanta), in cui la società è dominata dal consumismo tecnologico e da interessi corporativi. Due elementi fantascientifici spiccano immediatamente: la presenza diffusa di persone con poteri psichici (telepati e precognitivi, usati come spie industriali) e la tecnologia della mezza-vita, che permette ai defunti di essere conservati in stato di semicoscienza per comunicare ancora con i vivi. In questo mondo, le aziende di sicurezza psichica impiegano “inerziali” (individui capaci di annullare i poteri ESP) per contrastare l...

La storia della caduta di Gondolin

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  Opera postuma di J.R.R. Tolkien, La caduta di Gondolin venne pubblicata nel 2018 a cura del figlio Christopher e rappresenta la terza e ultima delle “grandi storie” della Prima Era della Terra di Mezzo. Il volume ha un approccio quasi filologico e raccoglie varie versioni di un racconto incompiuto ma fondamentale nel legendarium tolkieniano, fornendo al lettore sia la trama epica, sia uno sguardo sull’evoluzione del mito nel tempo. Gondolin è una segreta roccaforte elfica, fondata dai Noldor in esilio e protetta dal resto del mondo da una cerchia impenetrabile di montagne. Nel corso della Prima Era, mentre l’Oscuro Signore Morgoth devasta le terre del Beleriand, Gondolin resta l’ultimo baluardo di speranza degli elfi contro il male. Governata dal saggio ma orgoglioso re Turgon, la città prospera nella pace e nell’isolamento, ignara che la sua caduta si avvicini inesorabile. Il protagonista è Tuor, un uomo di nobile stirpe che il destino, tramite l’intervento del Vala Ulmo, c...

Su Licantropie di ABEditore

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  Vi ricordate di quei giochi online di circa vent’anni fa in cui si doveva scegliere tra vampiri e lupi mannari, per poi sfidarsi all’ultimo sangue tra pozioni, armi e maledizioni? Ecco, forse i lettori più giovani erano appena nati, ma io mi ricordo ancora i pomeriggi spesi su BiteFight , un browser game uscito nel remotissimo 2006. Ebbene, a dispetto dell’(allora) imminente esplosione di massa della saga di Twilight , con annessa riabilitazione del vampiro-bel-tenebroso, io ero già dalla parte dei lupi mannari. Questo preambolo personale serviva soltanto a mostrare una delle mie ragioni d’interesse per l’uscita di Licantropie. Maledizioni dal Plenilunio (Abeditore, 2025), un volume che ho letto in estate, ma di cui scrivo soltanto ora, dopo averlo selezionato come libro del gruppo di lettura in biblioteca per il mese di ottobre. È arrivato così il momento di mettere insieme i molti appunti, invitandovi fin da sùbito a leggerlo. Se però siete tra coloro che non si fidano a s...

La fantascienza umoristica in Mickey7 di Edward Ashton

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  Prima di leggere Mickey7 (2022; ed. it. Fanucci 2025) di Edward Ashton, avevo visto il film Mickey 17 di Bong Joon-ho, che non mi aveva soddisfatto molto. A ben guardare, trovavo il soggetto interessante, carico di potenziale per un buon romanzo filosofico sci-fi, alla maniera di Lem o di Stapledon . Così, ho voluto passare dalle (almeno) tre storie contenute nel film e mescolate in modo confuso all’opera di partenza, per vedere se il problema era alla base oppure no. Anticipo il risultato, per poi passare a una rapida analisi del libro: no, il romanzo di Ashton ha uno sviluppo più omogeneo e non si fa trascinare dalle forze centrifughe che invece rendono la pellicola dispersiva e non focalizzata. Tuttavia, è anche un romanzo che conosce alti e bassi, tra momenti di vera noia e di ripetitività e scene ironiche (non comiche) riuscite, con un crescendo finale soddisfacente. Non si tratta nemmeno di un romanzo filosofico, ma di fantascienza umoristica, direi “sarcastica”, e non ...