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Otto Rahn e la ricerca del Graal al tempo del nazismo

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  Vi sono figure minori nella storia, che la attraversano quasi in silenzio, ma che in segreto compiono imprese degne di nota, di cui forse rimane soltanto un’eco. Nel 1904, in un piccolo paese tedesco, Michelstadt, nasce Otto Rahn. Fin da giovane, grazie alla madre, sviluppa un profondo interesse per la storia e per la letteratura, che culmina in una laurea in filologia. Il suo pane quotidiano è costituito da miti e leggende, tra cui quella del Graal, un tema ricorrente della letteratura medievale europea. Otto studia testi fondamentali come il Parzival di Wolfram von Eschenbach e La canzone dei Nibelunghi . Un professore universitario, il barone von Gall, lo ispira a studiare il catarismo, ma il giovane non si accontenta di fantasticare sulle pagine dei libri: zaino in spalla, intraprende numerosi viaggi nella Francia meridionale. Con il supporto del mistico e storico Antonin Gadal, fondatore del neo-albigeismo, cammina tra le rovine e i castelli dei Catari, i cosiddetti “puri...

Gengis Khan. Spietato genio militare e modernizzatore

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  Ci troviamo su una distesa stepposa, sotto un cielo stellato, a metà del XII secolo d.C. Il vento sibila tra l’erba alta e un piccolo accampamento si erge isolato. Il fumo danza leggero su un fuoco morente. All’interno di una modesta yurta, Hoelun è in travaglio. A un tratto, con un pianto vigoroso, Temujin annuncia la sua presenza. Il primogenito viene mostrato al padre Yesugei, capo del clan Borjigin, e sùbito si nota un primo presagio: un grumo di sangue nella mano del neonato, simbolo di un futuro leader guerriero, che sarà conosciuto con il nome di Gengis Khan.   L’ascesa al potere   Il giovane Temujin imparò presto a cavalcare e a tirare con l’arco. Quando il padre morì per mano dei Tatari, la sua famiglia venne abbandonata nelle steppe dalle fazioni che costituivano il clan. Crescendo, Temujin uccise il fratellastro per assicurarsi la leadership, si sposò con Borte e strinse un’alleanza con i capi Toghrul e Jamukha, divenendo vassallo del primo, sulle orm...

Helena Blavatsky. Vita e pensiero di una figura controversa

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  Helena Blavatsky, meglio nota come Madame Blavatsky, è stata la cofondatrice della Società Teosofica, una figura la cui biografia è difficile da ricostruire con certezza. Nacque nel 1831, in una famiglia di Ekaterinoslav – oggi in Ucraina e allora nell’Impero russo – e venne battezzata in una chiesa ortodossa. Il suo cognome era Hahn von Rottenstern e era discendente di una famiglia aristocratica di origini tedesche e francesi. La famiglia si muoveva con il padre, un ufficiale dell’esercito zarista: a San Pietroburgo, Helena scrisse romanzi sotto pseudonimo e tradusse le opere di Edward Bulwer-Lytton; trasferitasi a Astrakhan, conobbe il popolo Kalmyks, che praticava il buddhismo tibetano. A Saratov, venne a contatto con la biblioteca domestica del bisnonno materno, Pavel Dolgorukov, che conteneva testi esoterici, in quanto l’antenato era stato iniziato alla Massoneria. A Tiflis, strinse amicizia con Aleksandr Golitsyn, massone russo che incoraggiò i suoi interessi. Helena sost...

Lord Dunsany e le meraviglie di uomini, eroi e divinità. Parte I

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Il diciottesimo barone di Dunsany nacque a Londra nel 1878, ma venne presto chiamato nell’Irlanda dei suoi antenati. Personalità dalle mille sfaccettature, era appassionato di scacchi, tanto da creare una propria variante del gioco e da inviare enigmi al The Times di Londra; amava la caccia e in giovinezza fu campione di tiro irlandese. Difendeva i diritti degli animali, perlomeno dei cani, opponendosi al taglio della coda allora consueto. Sostenne o presiedette diverse associazioni scacchistiche, culturali, sportive e sociali, tra cui i club di cricket e lo scoutismo. Era una figura ben inserita nel proprio ambiente, con molteplici interessi e la partecipazione a realtà rispettabili come la Royal Geographical Society. Dunsany ricevette un’alta formazione, in luoghi come l’Eton College e il Royal Military College. La sua carriera militare fu lunga e appassionata: prestò regolare servizio fino al 1901, quando venne confermato elettore per i Rappresentanti dei Pari per l’Irlanda alla ...

Il Lucifero contemporaneo di Ethel Mannin

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  La copertina di Agenzia Alcatraz nell'edizione del 2021 Jenny Flower è una bambina nata nel giorno di Halloween del 1924, che vive in una grigia casa londinese degli anni Trenta. In un’escursione domenicale in una foresta, incontra una figura oscura, uno straniero che la affascina con le sue corna da diavolo. Negli anni, l’uomo le rivela i segreti del mondo naturale, mentre la vecchia Ma’ Beadle, che ha nomea di strega, la avvicina al soprannaturale, che «è semplicemente il naturale con qualcosa in più», come viene detto con ironia in un dialogo. Jenny si convince che l’uomo sia Lucifero e che la vecchia abbia reali poteri magici. Con il tempo, la convinzione diviene fede, ma il lettore non abbandona mai la sensazione che forse, per quella bambina cresciuta in un contesto sociale svantaggiato, quella grande illusione rappresenti una fuga. Nella seconda parte del libro, ciò emerge apertamente: «Strofinare i pavimenti, lavare i panni, aspettare il proprio turno in puzzolenti bott...

L'oscura meraviglia di H. P. Lovecraft. Parte I

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  H. P. Lovecraft è stato un pensatore originale, ben conosciuto nella letteratura horror e del fantastico e nel medesimo cinema di genere, ma molto meno noto al grande pubblico. Questo, almeno, fino all’ultimo ventennio, dato che oggi l’aggettivo lovecraftiano viene affibbiato al mostro tentacolare del momento e a tutto ciò che crea una certa atmosfera occulta. Il “Solitario di Providence” – questo il suo appellativo più comune – è stato considerato ateo, nichilista, estinzionista; gli sono state attribuite idee politiche molto conservatrici, è stato tacciato di razzismo e molti studiosi hanno desunto determinate patologie psichiche partendo dall’analisi del suo carattere e dai dati biografici. Quanto c’è di vero e quanto è esagerato in tutto ciò?     La visione del cosmo     Nella vita e nell’opera di Lovecraft non si può prescindere dalla sua visione cosmologica. Una visione nel vero senso della parola, nella seconda accezione che ne dà Treccan...