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Messianismo femminile. Sister Deborah di Scholastique Mukasonga

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  La finzione intrecciata alla storia coloniale ruandese: Sister Deborah (2022; ed. it. Utopia 2023) di Scholastique Mukasonga è quasi un’ucronia ambientata negli anni Trenta del Novecento. Al centro vi è la figura del titolo, una profetessa e guaritrice afroamericana giunta in Ruanda, allora colonia belga, con una missione evangelica pentecostale. Mukasonga immagina l’incontro tra le tradizioni spirituali ruandesi e un’eterodossa fede cristiana importata dalla diaspora nera americana, esplorando così varie tematiche: il sincretismo religioso, il femminismo, l’identità culturale mista e la resistenza postcoloniale. Il risultato è una storia che, pur ispirandosi a credenze reali, assume i toni del mito e della denuncia sociale, in cui le donne – nere, africane e della diaspora – cercano di riscrivere il proprio destino spirituale e politico. Mukasonga parte da un quesito chiaro: perché il messia non potrebbe essere donna?   Negli anni Trenta, la Chiesa cattolica svolgeva...

Metanarrazione e memorie condivise. Libro senza nome di Shushan Avagyan

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  Scritto sperimentale costruito come un mosaico metanarrativo, Libro senza nome (Utopia, 2024) della scrittrice Shushan Avagyan inscena un duplice dialogo: da una parte l’incontro immaginario tra due scrittrici armene del primo Novecento, Shushanik Kurghinian e Zabel Yesayan; dall’altra una serie di conversazioni contemporanee tra la stessa Avagyan (inserita come personaggio narrante) e Lara, entrambe impegnate in una ricerca d’archivio sulle prime due autrici. Questi piani temporali – il 1926, anno in cui Kurghinian e Yesayan si trovano per l’unica volta nella stessa città, e il presente post-sovietico in cui Avagyan e Lara riscoprono le loro tracce – si alternano nel testo e finiscono per convergere in una struttura complessa: «Per la precisione, potremmo considerarlo [questo libro] uno spazio immaginario dove si trovano elementi reali o, con le parole di quel francese, un’eterotopia autocreata.»   Struttura labirintica e concetto di memoria   I capitoli pro...

Realismo magico ucraino o qualcosa di diverso? Gli Eccentrici di Taras Prokhasko

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  È facile accostare Gli Eccentrici ( NeprOsti , 2002; ed. it. Utopia, 2024) di Taras Prokhasko a Cent’anni di solitudine di Márquez, ed è quanto avviene abitualmente nelle recensioni che ho trovato. Eppure, qualcosa non mi torna: accantonato l’evidente tributo allo scrittore sudamericano, mi sembra che la tradizione surrealista europea entri tra le pagine di Prokhasko con altrettanta forza.   Ambientato tra le montagne dei Carpazi, soprattutto al villaggio di Jalivec’, il libro racconta la storia di vari personaggi, tra cui Anna, nome che viene perpetuato di generazione in generazione all’interno di una famiglia del tutto particolare. Anna è la protagonista femminile, che incarna la continuità della vita al netto degli eventi distruttivi che la attraversano. Franz è una figura enigmatica e contemplativa; l’archetipo dell’uomo in cerca di senso in un mondo in continuo mutamento. Persona curiosa, certo, ma che non arriva mai ad afferrare il significato compiuto di ciò c...

Un pensiero sulle mie letture del 2024

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  31 dicembre 2024. Da queste parti, non vedo un metro di neve da almeno quindici anni. Ricordo, da bambino, battaglie a palle di neve degne dello scontro sul pianeta Hoth. A dirla tutta, non nevica nemmeno sulle montagne qui vicino e, quando capita, non attecchisce e c'è bisogno di creare neve artificiale sulle piste. In questo dicembre del Nord Italia fa caldo, relativamente al periodo dell'anno, e il mio corpo e la mia mente risentono di queste assenze stagionali. Leggo storie ambientate in Antartide o in Iperborea; leggo storie del Mare del Nord grazie a Alcatraz ; scopro mondi sull’orlo dell’abisso con Zona42 ; trovo tremori e conforti tra le pagine gotiche di Abeditore ; leggo del mondo che cambia e di come poter essere propositivi, mentre affronto una nuova lettura di Future Fiction , la mia più grande scoperta editoriale degli ultimi anni. E non si esaurisce certo tutto qui. Le case editrici da citare sarebbero molte di più ( Utopia , Black Dog , etc.); bisognereb...

La refrattarietà della strada di fango giallo. Un libro di Can Xue

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  Una strada fangosa ai limiti di una grande città, circondata da abitazioni fatiscenti. Perché il fango è giallo? Saranno le polveri che piovono dal cielo o è il fondo sabbioso? A ben guardare, è l’ultimo dei nostri problemi. Gli abitanti del luogo si conoscono tutti; conducono vite ignare del mondo esterno e del loro stesso destino. Si parlano sopra l’uno con l’altro; pongono domande che non trovano soluzioni, nemmeno provvisorie. Un giorno, la comparsa del misterioso Wang Ziguang anima la strada, tra teorie del complotto, preoccupazioni per l’avvenire e incurante ironia. Forse Wang non esiste nemmeno: è uno spauracchio, una fantasia per dare significato ai cambiamenti in atto. Cambiamenti calati dall’alto, dai rivoluzionari maoisti e post-maoisti che tuttavia rimangono figure oscure, astoriche, che non toccano davvero le vite di questi derelitti: «Penso che se tutti credono che esista un Wang Ziguang inviato dalle autorità sia perché hanno paura, così hanno creato questa voce ...