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Impronte di classici III

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Sir John Lavery,  Alice  (1919) La rubrica  Impronte di classici  si propone di commentare i classici della letteratura. Non si tratta di recensioni, bensì di impressioni, utili a fornire un rapido sguardo d’insieme sulle opere e ad evidenziarne alcuni aspetti. L’obiettivo è offrire ai lettori una sintesi ed eventualmente sollecitarne o disincentivarne la lettura. Nella rubrica di oggi parlo di cinque libri: Frankenstein; or, The Modern Prometheus di M. Shelley, Moby-Dick; or The Whale di H. Melville, The Prophet di K. Gibran, Nineteen Eighty-Four di G. Orwell, Lord of the Flies di W. Golding. Per queste e altre impressioni di classici – e non solo – mi trovate anche su Goodreads ( qui ).   Mary Shelley, Frankenstein; or The Modern Prometheus ( Frankenstein , 1818, 1831)   Foto promozionale dell'attore Boris Karloff, per Bride of Frankenstein  (1935) Mary Shelley ha consegnato al mondo una di quelle rare storie che, in tempi ant...

Impronte di classici II

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  Sir John Lavery,  Alice  (1919) La rubrica  Impronte di classici  si propone di commentare i classici della letteratura. Non si tratta di recensioni, bensì di impressioni, utili a fornire un rapido sguardo d’insieme sulle opere e ad evidenziarne alcuni aspetti. L’obiettivo è offrire ai lettori una sintesi ed eventualmente sollecitarne o disincentivarne la lettura. Nella rubrica di oggi parlo di cinque libri: Poems di E. Dickinson, Heart of Darkness di J. Conrad, The Catcher in the Rye di J. D. Salinger, On the Road di J. Kerouac,  Memorie di un librario di G. Orwell. Per queste e altre impressioni di classici – e non solo – mi trovate anche su Goodreads ( qui ).   Emily Dickinson, Poems ( Poesie , 1890)   Cover realizzata da Leslie Goldman Nel 1890 usciva postuma la prima raccolta poetica di Emily Dickinson, curata M. Loomis Todd e T. W. Higginson; in vita erano state pubblicate solamente poesie singole, quasi sempre senza il...

Impronte di classici I

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  Sir John Lavery, Alice  (1919) La rubrica Impronte di classici si propone di commentare i classici della letteratura. Non si tratta di recensioni, bensì di impressioni, utili a fornire un rapido sguardo d’insieme sulle opere e ad evidenziarne alcuni aspetti. L’obiettivo è offrire ai lettori una sintesi ed eventualmente sollecitarne o disincentivarne la lettura. Nella rubrica di oggi parlo di cinque libri: Paradise Lost di J. Milton, Aphorisms di O. Wilde, White Fang di J. London, The Colour Out of Space di H. P. Lovecraft, The Doors of Perception di A. Huxley. Per queste e altre impressioni di classici – e non solo – mi trovate anche su Goodreads ( qui ).   John Milton, Paradise Lost ( Paradiso perduto , 1667)   Gustave Doré, La caduta di Lucifero  (1866) Opera capitale della letteratura inglese, il Paradiso perduto ha diverse chiavi di lettura, a partire dalla doppia analisi letteraria e teologica. Nel primo caso, la scrittura di Mil...

Gli anni Novanta e i primi Duemila. Scorcio di una generazione attraverso film e serie tv

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Tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila, ci sono state diverse saghe cinematografiche che hanno contribuito a creare un immaginario generazionale. Questo articolo analizzerà proprio alcune saghe legate alla comicità del periodo. All’appello mancano altre pellicole (come Bad Boys ), che escono anche dal genere della commedia (basti citare Men in Black e Matrix ), per non parlare di quelle serie tv generazionali e non solo (p. es. The Simpsons , Xena , Buffy , Friends ) che hanno segnato questa fase. Abbiamo però suddiviso il discorso in quattro parti, che prendono le mosse da alcuni cult del periodo, per poi allargarci a considerazioni più generali. Scream . La generazione del benessere diffuso La saga di Scream nacque nel 1996 e l’ultimo film uscì nel 2011. Il regista Wes Craven e lo sceneggiatore Kevin Williamson raccontarono non tanto la storia di un serial killer specifico, ma di una maschera, Ghostface, divenuta iconica negli anni. Craven riuscì così a rilancia...