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La semplice e genuina gioia delle avventure di Tom Bombadil

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  Una raccolta di sedici poesie che svela un angolo meno straordinario dell’universo di Arda: Le avventure di Tom Bombadil (1962) è un’incantevole finestra sulla magia della natura, sulle azioni semplici ma che riempiono di gioia, sugli eventi minuti che non smuovono le montagne, ma arricchiscono l’animo. A dispetto del titolo, Tom Bombadil compare solo in tre poesie della raccolta: è una figura enigmatica e allegra, emblema di un rapporto armonico con la natura. La sua esistenza appare slegata dalle grandi saghe di eroi e di battaglie a cui Tolkien ci abitua, ma egli sottolinea qualcosa che stava a cuore all’Autore: l’importanza del piccolo, del quotidiano, della creatura pacificata con il mondo. Bombadil rappresenta il potere della serena immobilità, in contrasto con il moderno desiderio di cambiamento e di conquista. Ciò si riflette anche nella sua estetica “anti-cittadina”:   «OLD TOM BOMBADIL was a merry fellow; bright blue his jacket was and his boots were yell...

Di attualità in attualità. Atti umani di Han Kang

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  Atti umani (2014, pr. ed. Adelphi 2017) è il romanzo che ho preferito di Han Kang , anche rispetto al seguito ideale, Non dico addio (2021, pr. ed. Adelphi, 2024). In questo romanzo, la storia narrata è contemporanea e, per il lettore occidentale, è necessaria una breve descrizione del contesto. Nel 1979, il presidente sudcoreano Park Chung-hee venne assassinato e, poco dopo, iniziò la dittatura del generale Chun Doo-hwan , il quale, nella primavera del 1980, represse nel sangue la rivolta della popolazione di Gwangju, città a sud del Paese. I ribelli si asserragliarono in diversi edifici per una decina di giorni: erano uomini e donne, soprattutto professori e studenti, che chiedevano a gran voce riforme democratiche. Il numero delle vittime del massacro è ancora incerto, ma le stime variano da mille a tremila morti. Diverse persone furono arrestate e trascorsero giorni o mesi nelle carceri, sottoposti a tortura. Il governo parlò di una rivolta comunista da sedare e Chun Do...

Gengis Khan. Spietato genio militare e modernizzatore

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  Ci troviamo su una distesa stepposa, sotto un cielo stellato, a metà del XII secolo d.C. Il vento sibila tra l’erba alta e un piccolo accampamento si erge isolato. Il fumo danza leggero su un fuoco morente. All’interno di una modesta yurta, Hoelun è in travaglio. A un tratto, con un pianto vigoroso, Temujin annuncia la sua presenza. Il primogenito viene mostrato al padre Yesugei, capo del clan Borjigin, e sùbito si nota un primo presagio: un grumo di sangue nella mano del neonato, simbolo di un futuro leader guerriero, che sarà conosciuto con il nome di Gengis Khan.   L’ascesa al potere   Il giovane Temujin imparò presto a cavalcare e a tirare con l’arco. Quando il padre morì per mano dei Tatari, la sua famiglia venne abbandonata nelle steppe dalle fazioni che costituivano il clan. Crescendo, Temujin uccise il fratellastro per assicurarsi la leadership, si sposò con Borte e strinse un’alleanza con i capi Toghrul e Jamukha, divenendo vassallo del primo, sulle orm...

Helena Blavatsky. Vita e pensiero di una figura controversa

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  Helena Blavatsky, meglio nota come Madame Blavatsky, è stata la cofondatrice della Società Teosofica, una figura la cui biografia è difficile da ricostruire con certezza. Nacque nel 1831, in una famiglia di Ekaterinoslav – oggi in Ucraina e allora nell’Impero russo – e venne battezzata in una chiesa ortodossa. Il suo cognome era Hahn von Rottenstern e era discendente di una famiglia aristocratica di origini tedesche e francesi. La famiglia si muoveva con il padre, un ufficiale dell’esercito zarista: a San Pietroburgo, Helena scrisse romanzi sotto pseudonimo e tradusse le opere di Edward Bulwer-Lytton; trasferitasi a Astrakhan, conobbe il popolo Kalmyks, che praticava il buddhismo tibetano. A Saratov, venne a contatto con la biblioteca domestica del bisnonno materno, Pavel Dolgorukov, che conteneva testi esoterici, in quanto l’antenato era stato iniziato alla Massoneria. A Tiflis, strinse amicizia con Aleksandr Golitsyn, massone russo che incoraggiò i suoi interessi. Helena sost...

La lunga marcia del proibizionismo statunitense

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  Il 17 gennaio 1920, entrava in vigore negli Stati Uniti il XVIII Emendamento alla Costituzione, che vietava di vendere, importare e produrre bevande che avessero un tasso alcolico superiore allo 0,5%. Era iniziata l’era del proibizionismo, che riguardava non solo gli Stati Uniti, ma, in forme più o meno severe, anche nazioni come il Canada, la Gran Bretagna e i Paesi scandinavi.     Prodromi   La piaga dell’alcolismo imperversava negli Stati Uniti almeno dalla prima metà dell’Ottocento. Senza particolari distinzioni di età o di ceto sociale, sia donne che uomini bevevano in media più di altre parti del mondo. In alcune città, esisteva una vera e propria pausa alcolica dei lavoratori, il “grog time”, sancita dalle campane delle 11 del mattino e delle 4 del pomeriggio. La drinking culture è un insieme di comportamenti sociali e di tradizioni che riguardano il consumo di bevande alcoliche per motivi ricreativi. L’esempio statunitense offre molte informazi...