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Visualizzazione dei post con l'etichetta libri

Ho scoperto uno scrittore incredibile, Carlos Fuentes

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  Sono arrivato a Carlos Fuentes dalla porta stretta di Aura , un romanzo breve di un’ottantina di pagine gotiche. La cosa che mi rimase impressa fin da subito fu quella seconda persona singolare che si protrae per tutto il libro, quel “tu” che suona come un ordine, o un incantesimo. Uscii da lì con l’impressione di aver sfiorato qualcosa di significativo, di cui in Italia si parla poco o niente, anche tra i lettori assidui. Provenivo già dalla lettura di Pedro Páramo di Juan Ruflo (e dalla sua di “aura”): Susan Sontag lo consacrava tra i capolavori del secolo; García Márquez affermava di conoscerlo a memoria, e generazioni di scrittori lo indicano tutt’ora come libro all’origine di tanta letteratura centro e sudamericana, la pietra angolare su cui è stato costruito il resto. Eppure, dopo averlo letto e apprezzato, il contenuto non ha macerato in me, traducendosi in quella epifania di altri lettori e scrittori. Quando invece ho chiuso La morte di Artemio Cruz ho avuto quella fe...

Come invecchia certa fantascienza. L'esempio de "Il tiranno dei mondi"

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  The Stars, Like Dust (per noi: Il tiranno dei mondi , 1951) è uno dei romanzi del Ciclo dell’Impero asimoviano, il secondo in ordine di composizione e di collocazione nella trilogia. È un’opera di transizione, ancora acerba in certi punti, ma già percorsa da quelle ossessioni tematiche che avrebbero fatto di Asimov uno dei pilastri della fantascienza. La storia segue le vicende di Biron Farrill, giovane rampollo di una famiglia nobile dei Rancher, i potenti proprietari terrieri di Widemos, un pianeta agricolo sottomesso alla Tirannia, l’impero interstellare che domina la galassia con il pugno di ferro. La storia comincia in medias res, con un attentato e una fuga, e da lì si dispiega attraverso una serie di spostamenti da un mondo all’altro, in cerca di un fantomatico pianeta ribelle che potrebbe diventare il cuore della resistenza. È un romanzo d’avventura a tutti gli effetti, con la tensione tipica del thriller politico, tra tradimenti, doppiogiochismo e un finale che ribalt...

In una prigione tedesca di inizio Novecento

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  Romanzo autobiografico pubblicato a Berlino nel 1919, Prigione (L’orma, 2019) di Emmy Hennings racconta la reclusione vissuta dalla scrittrice, in una forma a metà tra il memoir e la visione allucinata. Un testo che presenta un realismo quasi documentario, ma al contempo anche un’energia performativa che proviene dal mondo dello spettacolo: non si può dire che sia un’opera “dada” per stile (mi spiegherò meglio più avanti), ma somiglia piuttosto al rovescio intimistico di quella esplosione pubblica. Un cabaret nelle mura di una prigione, dove al posto del pubblico troviamo compagne di cella e secondine.   L’incipit ha la leggerezza di una commedia burocratica, un’atmosfera kafkiana capovolta, con la narratrice che si racconta in prima persona. La donna aspetta da mesi la convocazione e scrive alle autorità chiedendo se possa allontanarsi dalla città, dato che ha un nuovo ingaggio per uno spettacolo. Segue uno scambio tra la protagonista e la polizia, con quest’ultima che...

Il primo romanzo sci-fi di Riccardo Cascino

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  Ambizioso progetto di fantascienza distopica e post-apocalittica, Il Cielo Nero è il primo romanzo in auto-pubblicazione di Riccardo Cascino, informatico milanese di nascita, che opera nel digital advertising. Il libro è ambientato in un futuro in cui un’invasione misteriosa e un immenso velo oscuro hanno cancellato il sole e ridisegnato la civiltà umana. L’ultima metropoli, Novark, è diventata uno spazio di segregazione e violenza, dove gli adulti sono ridotti in schiavitù e i giovani addestrati come soldati. Al centro della narrazione si muove Draak, cresciuto nel Sottosuolo, una città scavata nella roccia che custodisce una società brutale e smemorata, privata delle proprie radici. L’incontro con Aril lo spinge a risalire verso la Superficie, in un viaggio che dovrebbe condurre alla verità sulle ragioni della devastazione.   Sulla carta, l’impianto è promettente, con un universo narrativo cupo, una riflessione sulla memoria come strumento di resistenza e una strutt...

Storie di superoi Made in Italy

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  Antologia illustrata e corale, curata da Giuseppe Cozzolino, Vintageverse (Ali Ribelli, 2024) tenta di riproporre un supereroismo all’italiana senza inseguire i modelli contemporanei; riabilita infatti un retro-immaginario pop, molto anni Cinquanta e Sessanta, costituito da spionaggio, gotico, peplum, retro-sci-fi e mondanità. Quasi ogni racconto rientra con scioltezza in un sottogenere, introduce un’icona e costruisce una scena-motore che definisce tono e posta in gioco. Ne deriva una lettura a episodi, energica e visiva. Il rovescio della medaglia è che l’architettura seriale, pensata per presentare un “cast” riutilizzabile, lascia talvolta gli archi narrativi aperti anziché risolverli, e alcuni episodi funzionano più da pilot che come testo autoconclusivo.   La cornice del volume è programmatica: la premessa di Cozzolino esplicita l’orizzonte pop e la vocazione a universo condiviso; il racconto introduttivo, invece, trasforma ironicamente la mitopoiesi in un proble...

Mi riaffaccio qui dopo due mesi

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  Circa due mesi fa, di punto in bianco, ho smesso di utilizzare i social e mi sono disiscritto da quelli che non utilizzavo più da mesi o da anni (Facebook, Tumblr, etc.). La scelta era mossa da una necessità: si era prospettata una buona occasione lavorativa, che prevedeva però la partecipazione a un concorso pubblico su materie mai studiate prima, e così, nel poco tempo a disposizione, mi sono “ritirato dal mondo”.   Ho avvertito gli amici che non sarei uscito per un po’; ho rinunciato a un viaggio già pagato in Vietnam e, con le ferie ormai fissate, ho studiato mattina, pomeriggio e sera. Mi sono dato una vera e propria disciplina quotidiana, che prevedeva uno studio strutturato in fasi e sottofasi; ho ignorato la rete e i notiziari, che normalmente seguo con regolarità; ho interrotto tutto ciò che stavo scrivendo e le letture in corso. Questa totale concentrazione su un unico obiettivo ha dato i suoi frutti, perché circa una settimana fa è finalmente uscita la g...

Una storia della fantascienza a firma di Bernardoni & Viscusi

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  Ho recuperato Fantascienza. Storia delle storie del futuro (Armillaria, 2024) di Angela Bernardoni e Andrea Viscusi. È un viaggio appassionato condotto con notevole slancio divulgativo (il duo è lo stesso dell’ottimo podcast Reading Wildlife ), capace di districarsi con agilità in oltre un secolo di storia. La trattazione mantiene uno stile scorrevole e curato, lontano dal tono accademico, e i concetti vengono spiegati con un entusiasmo contagioso.   Per esempio, ho apprezzato la chiarezza espositiva della parte dedicata ai sottogeneri “punk” della speculative fiction, quando il libro passa in rassegna filoni come steampunk, dieselpunk e solarpunk, spiegandone le caratteristiche con esempi puntuali. Un’altra sezione utile è quella dedicata al New Weird, movimento letterario recente che viene non solo introdotto, ma descritto con una nota polemica che condivido. Sottogenere ibrido nato negli anni Novanta, il New Weird mescola elementi della weird fiction classica (le a...

La konbini-persona. Murata Sayaka nel contesto nipponico

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  Keiko Furukura ha trentasei anni e da diciotto lavora presso lo Smile Mart di Hiiromachi, un piccolo negozio ( konbini ) aperto ventiquattrore. La ragazza del convenience store (2016) di Murata Sayaka ne racconta la storia. Keiko è descritta come un’eccentrica incompresa che si sente stranita da ogni comportamento umano abituale; vive secondo le regole meticolose di un manuale aziendale, dichiarando che quello sia l’unico modo in cui possa sentirsi una persona normale. L’Autrice è nota per la sua prosa asciutta e i temi provocatori: spesso ambienta i protagonisti ai margini della società nipponica per far emergere, con toni surreali e satirici, l’assurdità delle convenzioni sociali. Murata stessa ha lavorato per anni in un konbini , esperienza da cui è nata questa storia, che rende l’opera vagamente autobiografica. Il romanzo, vincitore del prestigioso Premio Akutagawa nel 2016, è stato tradotto in oltre venti lingue, ed è diventato un fenomeno globale di vendite. Il suo valor...

Il cane alato del figlio di Tolkien. Roverandom

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  Roverandom è un romanzo breve che nasce nel contesto familiare di Tolkien: il professore infatti inventò la storia nel 1925 durante una vacanza al mare a Filey, per consolare il figlio Michael che aveva perso il suo cane-giocattolo sulla riva. Nel corso degli anni fu abbellita dai disegni dell’Autore e infine pubblicata postuma nel 1998. Come ricorda Priscilla Tolkien, gli anni in cui si sviluppò la storia furono ricchi di creatività e la scrittura si intersecò a quella di altre opere come The Hobbit . Il testo è stato debitamente arricchito da riferimenti letterari; è certo una fiaba giocosa e immaginifica, ma non priva di significati e nodi simbolici più profondi.   Il tema centrale di Roverandom è la trasformazione e il percorso di redenzione del protagonista. Rover (letteralmente “vagabondo”, a cui poi si aggiunge per crasi il termine random , “a caso”) è un cagnolino vivace e un poco impertinente, che viene trasformato in un giocattolo inanimato dallo stregone Artase...

Metanarrazione e memorie condivise. Libro senza nome di Shushan Avagyan

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  Scritto sperimentale costruito come un mosaico metanarrativo, Libro senza nome (Utopia, 2024) della scrittrice Shushan Avagyan inscena un duplice dialogo: da una parte l’incontro immaginario tra due scrittrici armene del primo Novecento, Shushanik Kurghinian e Zabel Yesayan; dall’altra una serie di conversazioni contemporanee tra la stessa Avagyan (inserita come personaggio narrante) e Lara, entrambe impegnate in una ricerca d’archivio sulle prime due autrici. Questi piani temporali – il 1926, anno in cui Kurghinian e Yesayan si trovano per l’unica volta nella stessa città, e il presente post-sovietico in cui Avagyan e Lara riscoprono le loro tracce – si alternano nel testo e finiscono per convergere in una struttura complessa: «Per la precisione, potremmo considerarlo [questo libro] uno spazio immaginario dove si trovano elementi reali o, con le parole di quel francese, un’eterotopia autocreata.»   Struttura labirintica e concetto di memoria   I capitoli pro...