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L’arte quotidiana. Rapporto tra immagine social e realtà

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Éduard Manet, Olympia (1863) Rispetto ai consueti articoli di questo blog, in questo caso sarò più breve, diretto e – in certa misura – sentimentale. Da cui (chi mi segue regolarmente lo avrà già notato) l’uso della prima persona. Tutto è nato settimane addietro, quando di fronte all’ennesimo fenomeno naturale degno di nota, presi lo smartphone per fare una storia. Ero di fronte a un bel campo verdeggiante, con l’erba ad un’altezza medio-bassa, costituita da fili verdi sottili radunati in ciuffi rigogliosi. Intorno a me nessuna persona, nessuna abitazione. Sullo sfondo, in lontananza, alcune case di campagna molto uguali tra loro, con sincere pareti bianche e una canna fumaria segnalata all’esterno da una pittura di diverso colore, terra di Siena. A rendere quel campo più suggestivo del solito era il vento, agente esterno, imprevisto ma non imprevedibile, che con forza posava la sua mano sulla distesa verde, che in modo lento e uniforme si adagiava sul fianco. A coronare il t...

La degenerazione e l'ignoto splendore

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In questa Terra vi è qualcosa di orripilante e qualcosa di bellissimo. È orripilante l’autostrada che ho di fronte, con camion e automobili, il grigiore cocente dell’asfalto, il rumore insopportabile dei motori, l’odore greve dello smog. Ma il problema è che anche l’albero che ho di fronte, benché non sia orripilante, non è affatto bello. Lo osservo e non posso pensare ad altro che il fatto che esso sia artificiale e che la sua vera natura sia stata corrotta. Avverto in ogni fenomeno naturale questa corruzione, che è ben diversa dalla morte. Non ho certo paura di qualcosa di inevitabile, ma questa degenerazione mi fa riflettere. Riconosco il valore della nascita e della rinascita. Quando vedo crescere i semi che ho piantato, oppure quando le mie piante sono in pieno rigoglio, apprezzo e rimango affascinato dalla vita. Eppure, tutto ciò si corrompe. La natura si abbatte da sé, seme dopo seme, foglia dopo foglia, abbruttendosi. E questo non ha nulla a che vedere con la vecchiaia, poic...