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Tre momenti di un luogo comune

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Thomas Cole, The Titan's Goblet (1833) Nell’inestricabile intrigo di emozioni, si inizia con un luogo comune. Dove gli occhi non vedono, poiché nessun passo ha portato a conoscere al di là del prevedibile. Non c’è nulla da rimpiangere, si guarda avanti con quel che resta e gli si dà valore. Se non altro perché oltre a ciò che resta non siamo più esseri umani completi. Manca l’emozione passata e non vissuta, manca il sentimento provato e sepolto sotto tonnellate di cemento. Dimentichiamo di vivere e di aver vissuto. Si continua con un luogo comune. Dove mancano i compagni di viaggio o sono arrivati troppo tardi. Le coincidenze sono perdute, si cambia treno. Non è mai destino, o lo è sempre. Sullo sfondo di ogni storia c’è la libertà di scelta, ma la verità è quella; si sceglie se affrontarla o guardare altrove. Il progetto è tutto nero, su una base musicale lontana, quel nero si trasforma per un obbligo che non avrebbe mai accettato. Il sol...

Cronaca personale di un morto qualunque

Ieri pomeriggio, come forse qualcuno saprà, un ragazzo è stato investito da un treno nel tratto tra il bivio di Aurisina e Monfalcone (1) . Per caso, quello stesso pomeriggio stavo tornando a Trieste e come molte altre persone sono rimasto bloccato per più di un’ora a causa di questo “imprevisto”. Così, per passare il tempo, dopo essere arrivato a quasi metà del libro che sto leggendo, ho pensato di riposare la vista e ascoltare ciò che si diceva intorno a me… Un primo annuncio era arrivato già mentre aspettavamo il treno. Un po’ di sbigottimento; qualcuno che sbuffava, niente di più. Al contrario, giunti all’incirca a San Giorgio di Nogaro, il capotreno avverte i passeggeri del ritardo imprecisato che si accumulerà da quel momento a causa di un investimento. E lì scatta un applauso, quando meno te lo aspetti, così, senza ragione. Fai finta di niente, sarà l’idiota di turno. Chissà che ha capito. Il treno riparte, forse un po’ incerto, si intuisce che il ritardo non ...