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L’arte quotidiana. Rapporto tra immagine social e realtà

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Éduard Manet, Olympia (1863) Rispetto ai consueti articoli di questo blog, in questo caso sarò più breve, diretto e – in certa misura – sentimentale. Da cui (chi mi segue regolarmente lo avrà già notato) l’uso della prima persona. Tutto è nato settimane addietro, quando di fronte all’ennesimo fenomeno naturale degno di nota, presi lo smartphone per fare una storia. Ero di fronte a un bel campo verdeggiante, con l’erba ad un’altezza medio-bassa, costituita da fili verdi sottili radunati in ciuffi rigogliosi. Intorno a me nessuna persona, nessuna abitazione. Sullo sfondo, in lontananza, alcune case di campagna molto uguali tra loro, con sincere pareti bianche e una canna fumaria segnalata all’esterno da una pittura di diverso colore, terra di Siena. A rendere quel campo più suggestivo del solito era il vento, agente esterno, imprevisto ma non imprevedibile, che con forza posava la sua mano sulla distesa verde, che in modo lento e uniforme si adagiava sul fianco. A coronare il t...

L’immagine e la sua complessità. Speculazioni artistiche sulle macchie di Rorschach

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Struttura delle tavole e ipotesi artistica La quarta tavola di Rorschach Lo psichiatra svizzero Hermann Rorschach (1884-1922) pubblicò alcune immagini del celebre test sulla personalità nel 1921. Il test si fondava su dieci tavole che presentavano macchie d’inchiostro su una superficie: cinque tavole in b/n, due in nero e rosso, tre a colori. Le macchie non rappresentano nulla, oppure tutto: non si possono dire davvero astratte, sebbene per alcuni l’interpretazione le renda tali. Eppure nel test di Rorschach non è importante solo l’interpretazione dell’immagine (il “che cosa” è rappresentato), ma anche se l’immagine sia vista come ferma o in movimento; come siano state interpretate le eventuali sfumature; su quali dettagli si sia concentrato il soggetto; quanto tempo sia stato impiegato e molto altro ancora. L’interpretazione della forma, per esempio, comunica allo psicologo il grado di connessione del soggetto con la realtà. Il colore, invece, come ben descritto da...

Sul significato del tempo e della memoria

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Il passato è innanzitutto una dimensione del tempo. Solitamente, la prima intuizione della profondità temporale giunge come una fulminazione, che ci evidenzia l’inevitabilità della morte. A questa consapevolezza si aggiunge spesso l’angoscia, legata alla precarietà di ogni esistenza. Il pensiero dello scorrere del tempo si lega quasi sempre a un sentimento, poiché noi umani tendiamo sempre a creare un rapporto emozionale tanto con le altre persone quanto con determinate circostanze, persino con oggetti e pensieri. E questo legame viene consolidato dalla memoria, che è la nostra coscienza delle cose passate. Italo Sve vo disse che  « le lacrime non sono espresse dal dolore, ma dalla sua storia » . Storia e memoria sono il simbolo del sentimento che noi proviamo verso ciò che è passato, sia come individui, che come comunità. Infatti, è proprio quando ci rendiamo conto della precarietà di ogni esperienza di vita, che nasce in noi lo stimolo ad indagare qu...