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Visualizzazione dei post con l'etichetta femminismo

Messianismo femminile. Sister Deborah di Scholastique Mukasonga

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  La finzione intrecciata alla storia coloniale ruandese: Sister Deborah (2022; ed. it. Utopia 2023) di Scholastique Mukasonga è quasi un’ucronia ambientata negli anni Trenta del Novecento. Al centro vi è la figura del titolo, una profetessa e guaritrice afroamericana giunta in Ruanda, allora colonia belga, con una missione evangelica pentecostale. Mukasonga immagina l’incontro tra le tradizioni spirituali ruandesi e un’eterodossa fede cristiana importata dalla diaspora nera americana, esplorando così varie tematiche: il sincretismo religioso, il femminismo, l’identità culturale mista e la resistenza postcoloniale. Il risultato è una storia che, pur ispirandosi a credenze reali, assume i toni del mito e della denuncia sociale, in cui le donne – nere, africane e della diaspora – cercano di riscrivere il proprio destino spirituale e politico. Mukasonga parte da un quesito chiaro: perché il messia non potrebbe essere donna?   Negli anni Trenta, la Chiesa cattolica svolgeva...

Femminismo cinese e società del controllo in un libro Add di Leta Hong Fincher

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  Il saggio Tradire il Grande Fratello. Il risveglio femminista in Cina (Add, 2024) di Leta Hong Fincher propone una dettagliata analisi della crescente repressione della società civile sotto la leadership di Xi Jinping, focalizzandosi in particolare sul movimento femminista cinese. Attraverso una combinazione di cronaca e narrazione, l’Autrice mette in luce le sfide affrontate dalle attiviste in un contesto di crescente controllo statale.   Il contesto storico-politico e la repressione   Fin dalla fondazione della Repubblica Popolare Cinese nel 1949, l’uguaglianza di genere è stata proclamata come un obiettivo centrale. Durante la Rivoluzione comunista e nei primi decenni del regime di Mao Zedong, il governo promuoveva l’uguaglianza tra i sessi, vantando la forza lavoro femminile più grande del mondo. Tuttavia, con le riforme economiche degli anni Novanta, la disparità di genere è peggiorata: nel 1990, il salario medio annuo di una donna residente in città equiv...

Egittomania e femminismo insieme a Bram Stoker

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  Copertina di The Jewel of Seven Stars  di Bram Stoker, nell'edizione del 2022 di ABEditore Nel 1882, gli inglesi occuparono l’Egitto, esercitando un’influenza sul Paese e subendola a loro volta. In epoca vittoriana, e poi edoardiana, crebbe il fascino degli europei per questa terra, a seguito di scoperte archeologiche come la Stele di Rosetta e di un vasto commercio di manufatti. Era esplosa l’egittomania, con oggetti richiesti dai collezionisti e dai musei, talvolta persino donati dalle autorità egiziane, come nel caso dei due obelischi noti come Ago di Cleopatra, offerti al Regno Unito e agli Stati Uniti. Le mostre e gli studi archeologici alimentarono la letteratura a cavallo tra Ottocento e Novecento, dal racconto Some Words with a Mummy (1845) di Edgar Allan Poe, attraverso i racconti Lost in a Pyramid; or, The Mummy’s Curse (1869) di Louisa May Alcott e Lot No. 249 (1892) e The Ring of Toth (1894) di Arthur Conan Doyle , fino al più tardo Imprisoned with the Pharao...