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Visualizzazione dei post con l'etichetta distopia

Una distopia letteraria ungherese

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  C’è una data chiave per cominciare a parlare di questo libro, il 1970, anno in cui il neurochirurgo americano Robert White porta a termine il primo trapianto di testa della storia, innestando il capo di una scimmia sul corpo di un’altra. Il giorno dopo qualcuno fotografa l’animale, trovandolo sveglio, con occhi spalancati e stupiti che guardano il mondo da un corpo incapace di obbedirgli. Il dottor Kreutzer, lo psichiatra al centro del romanzo, conserva quell’immagine incorniciata fin dai tempi del liceo, leggendovi l’attimo in cui una coscienza torna in sé e scopre la propria impotenza. Questa idea si fa metafora e attraversa l’intera opera; gli abitanti del paese senza nome in cui la vicenda si svolge sono esattamente questo, ovvero persone sveglie ma impotenti, cucite a un corpo sociale che qualcun altro ha assemblato per loro. Krisztina Toth, nata a Budapest nel 1967, è una delle voci maggiori della letteratura ungherese contemporanea, una poetessa prima che narratrice, e c...

Il primo romanzo sci-fi di Riccardo Cascino

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  Ambizioso progetto di fantascienza distopica e post-apocalittica, Il Cielo Nero è il primo romanzo in auto-pubblicazione di Riccardo Cascino, informatico milanese di nascita, che opera nel digital advertising. Il libro è ambientato in un futuro in cui un’invasione misteriosa e un immenso velo oscuro hanno cancellato il sole e ridisegnato la civiltà umana. L’ultima metropoli, Novark, è diventata uno spazio di segregazione e violenza, dove gli adulti sono ridotti in schiavitù e i giovani addestrati come soldati. Al centro della narrazione si muove Draak, cresciuto nel Sottosuolo, una città scavata nella roccia che custodisce una società brutale e smemorata, privata delle proprie radici. L’incontro con Aril lo spinge a risalire verso la Superficie, in un viaggio che dovrebbe condurre alla verità sulle ragioni della devastazione.   Sulla carta, l’impianto è promettente, con un universo narrativo cupo, una riflessione sulla memoria come strumento di resistenza e una strutt...

La verità vi renderà irrequieti. Kallocaina di Karin Boye

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  Siamo alle prime battute della seconda guerra mondiale, nel 1940, quando la scrittrice svedese Karin Boye pubblica il romanzo Kallocaina , che, in una certa maniera, ne diviene il testamento spirituale. Ambientato in un futuro totalitario, il libro condivide alcuni temi e le atmosfere di romanzi come Noi (1924) di Evgenij Zamjatin e Il mondo nuovo (1932) di Aldous Huxley, e anticipa di otto anni 1984 di George Orwell. Su questa “quartina distopica” mi riservo di tornare in un prossimo futuro. La storia di Boye è narrata in prima persona da Leo Kall, uno scienziato devoto al regime che sviluppa un siero della verità. Attraverso questa vicenda, l’Autrice indaga i meccanismi del potere assoluto e le fragilità dell’animo umano sotto la dittatura, toccando questioni quali la perdita dell’individualità, la manipolazione della verità e l’anelito alla libertà. Dimenticato a lungo fuori dalla Svezia (la prima traduzione italiana è arrivata solo nel 1993), Kallocaina è oggi conside...

Vita e destino di Alexander Sand

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  Genova è diventata Genuaua, l’uggiolio lamentoso di una città abitata da ombre di persone, i genuesis. Si combattono in una lotta fratricida, si impongono gli uni sugli altri, in una dissoluzione anonima e basata sulla forza o sull’inerzia. Il protagonista de Le fortune di Alexander Sand (Zona42, 2023) si racconta in prima persona. Ci riferisce sùbito che la sua storia non è una storia, ma, proseguendo la lettura, mi è rimasto il dubbio che egli, in fondo, rimpianga di non poterne avere una, a dispetto di una certa ritrosia. Nelle prime pagine, si delinea una fragile trama, tra elementi noir e distopici. Sandro è (o vorrebbe essere) un investigatore che ha lavorato per il “mafioso” Giuseppe Bonaparte, emblema del potere corrotto e prevaricatore. Si trova incastrato in una situazione scomoda, con la morte della figlia di Bonaparte, e cerca di sopravvivere con la speranza – l’ultima – di poter raggiungere la madre Luisa in Argentina.   Sandro è inseguito da uomini che...

La torre di Bae Myung-hoon

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  Copertina di Lucrezia Viperina per ADD Editore, nell'edizione del 2022 Bae Myung-Hoon, classe 1978, è uno degli scrittori di fantascienza più famosi della Corea del Sud, con molteplici romanzi e raccolte di racconti all’attivo. La torre è un’opera risalente al 2009, edita in Italia da ADD nel 2022, con la traduzione di Lia Iovenitti. Il libro appartiene a quel filone narrativo ambientato in poderosi edifici-mondo, che trova dei precursori in The World Inside  (1971) di Robert Silverberg e in High-Rise (1975) di J. G. Ballard. Come in quest’ultimo caso, siamo di fronte a un romanzo sociale, benché il libro di Myung-hoon sia una raccolta di racconti con un’ambientazione condivisa e alcuni collegamenti minori. Nella sua torre, denominata Beanstalk, si trovano quelle atmosfere a cui ci siamo abituati, solo di recente, con serie tv come Squid Game e film come Parasite e Everything Everywhere All at Once (che però è una storia di cinesi immigrati e non di coreani). Vi è infat...

Presentazione della raccolta di racconti 'Ānanda'

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La raccolta di racconti  Ā nanda  (2021) è stata pubblicata dalla casa editrice PubMe, nella collana de Gli scrittori della porta accanto. Come per il precedente libro pubblicato, Nessuna pietà  (2020), si tratta di una casa editrice non a pagamento. La storia e la struttura Ānanda  è una raccolta di racconti, che narra le vite di alcune persone vissute nel periodo in cui avvennero tre catastrofi planetarie: una guerra, una pandemia e un grande diluvio. Le loro storie si intersecano nei secoli (e nei millenni), in un continuo salto tra passato e presente, in cui il lettore – come un archeologo – è chiamato a ricostruire gli eventi e le genealogie familiari. I racconti sono autoconclusivi e autonomi l'uno dall'altro, ma al contempo si possono intrecciare tra loro per ottenere un'interpretazione più profonda. Alcuni di essi sono suddivisi in parti e ricercano l'attenzione del lettore, tra continui misteri e passaggi temporali. In particolare, si raccontano le vite di t...

Orwell. Terrore, controllo e memoria

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  Credit: Matryx 1984 (1949) di George Orwell è uno di quei romanzi di cui tutti hanno quantomeno sentito parlare e che ha condizionato l’immaginario collettivo e la cultura a tutti i livelli. Fu scritto nel 1948 – da cui la tradizione fa derivare il titolo, a cifre invertite – e descrive una Terra divisa in tre grandi potenze in perenne conflitto: Oceania, Eurasia, Estasia. Il centro dell’azione è Londra – che già Conrad definiva la più grande città sulla Terra – ed essa è parte della provincia di Pista Uno, oltre che sede dei ministeri di Oceania: ministero della Pace (presiede la guerra), dell’Amore (la sicurezza), della Verità (la propaganda e il revisionismo storico), dell’Abbondanza (l’economia), etc. La società è amministrata secondo i princìpi del Socing ( IngSoc ), cioè del partito socialista inglese, ed è governata da un partito unico guidato dal Grande Fratello ( Big Brother ), che ha le caratteristiche di Josif Stalin e di Adolf Hitler. Il partito è diviso in Int...