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L'uomo che ride, simbolo di una società di miserabili

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  La mia edizione de L’uomo che ride  (1869) di Victor Hugo conta poco meno di seicento pagine, che ho divorato nel corso di due settimane di trasloco, in quella fase in cui l’appartamento si svuotava e i libri finivano in scatoloni. Ne L’isola del dottor Moreau di H. G. Wells, di cui ho parlato di recente su Instagram e su YouTube , Moreau si riferisce all’opera di Hugo per spiegare la natura dei suoi esperimenti. Questo passaggio si era sedimentato, anni fa, ed è riemerso ad agosto, quando ho notato un certo interesse per l’opera, credo grazie a un gruppo di lettura che mi è sfuggito. Complici gli sconti fuori dal comune di Liberamente (è una casa editrice, una libreria che recupera classici? Mistero! Ma fanno un gran lavoro), ho acquistato l’opera di Hugo, l’ho scelta per istinto da una pila pronta per l’inscatolamento e… ho scelto bene.   Avete presente Notre-Dame de Paris ? L’analisi storica degli ambienti e dei costumi è ancora più minuziosa; qualcuno – forse...

Notre-Dame de Paris. Simbolismo e libero pensiero

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  Victor Hugo, I due castelli  (1850) Ho scelto di parlare di Victor Hugo attraverso la lente di una delle sue più grandi opere, Notre-Dame de Paris . Ne è uscito un testo ricco, che è così suddiviso: il primo capitolo è una breve introduzione alla complessa struttura del romanzo. Il secondo indaga la natura dei personaggi, sia quelli principali, che quelli secondari o inconsueti, come la folla parigina e la cattedrale stessa. Essi rappresentano soprattutto archetipi: sono la traduzione in forma narrativa di un’idea che lo scrittore intendeva esprimere. Il terzo capitolo si concentra sulla sbalorditiva capacità descrittiva di Hugo. Infine, il quarto mostra come il libero pensiero dello scrittore si manifesti nell’opera.   L’etereogeneità dei contenuti   Victor Hugo, Castello  (data incerta)   Notre-Dame de Paris si può considerare un romanzo “totale”: spazia dalla narrativa alla saggistica, dal testo teatrale alla poesia, dalla guida turistica ...

La psicologia della diversità in Notre-Dame de Paris

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Nono appuntamento psicologico-letterario a cui partecipo sul canale Il bar della psicologia , gestito dal dottor Adriano Grazioli, che potete trovare sui vari social. La rubrica in cui mi inserisco è il  Podcast letterario , all’episodio 46. Di seguito, trovate il video su YouTube e qui  il link a Spotify: segue una selezione scritta di alcuni interventi centrali. *   AG: Vorrei partire da un appunto su Mercoledì (2022), la recente serie Netflix. La diversità, oggi, quella mercificata, come la vediamo in quel prodotto, non è la vera diversità. È una serie che si rifà agli outsider , ma che in fondo non sono tali. In terapia, spesso la diversità è vissuta dal paziente sottoforma di stigmatizzazione da parte della società. In quel caso, la diversità è incapacità di far parte di un gruppo: nella serie, invece, i cosiddetti “strambi” fanno gruppo.   *   AS: Uno che non sa fare gruppo è Quasimodo, un outsider effettivo. Oggi l’essere alternativo è d...