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Cunk on Earth, ovvero la profanazione dell'intellettualità

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  Cunk on Earth è un mocumentary (un falso documentario), come ci suggerisce il titolo. Diane Morgan, già attrice in serie quali After Life , ritorna nei panni di Philomena Cunk, una giornalista investigativa, in possesso di informazioni totalmente alterate sulla realtà, Philomena era stata parte di Weekly Wipe e di Cunk on Britain , trampolino di lancio per questa produzione che mira a ricostruire la storia globale. In un modo volutamente dissacrante e, soprattutto, imbarazzante. Diane Morgan entra del tutto nel personaggio e pone domande assurde a esperti (reali) di storia, filosofia, scienza, antropologia. Diane Morgan si finge stupida, veste gli abiti di quel ragazzino che in gita scolastica fa la domanda più idiota, quella che fa ridere i compagni di classe e che fa vergognare l’insegnante. Ma che ogni tanto mette in risalto una banalità di cui nessuno si era reso conto. Il personaggio di Philomena è talmente credibile da sembrare reale, pur nel clima surreale che gene...

Gli anni Novanta e i primi Duemila. Scorcio di una generazione attraverso film e serie tv

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Tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila, ci sono state diverse saghe cinematografiche che hanno contribuito a creare un immaginario generazionale. Questo articolo analizzerà proprio alcune saghe legate alla comicità del periodo. All’appello mancano altre pellicole (come Bad Boys ), che escono anche dal genere della commedia (basti citare Men in Black e Matrix ), per non parlare di quelle serie tv generazionali e non solo (p. es. The Simpsons , Xena , Buffy , Friends ) che hanno segnato questa fase. Abbiamo però suddiviso il discorso in quattro parti, che prendono le mosse da alcuni cult del periodo, per poi allargarci a considerazioni più generali. Scream . La generazione del benessere diffuso La saga di Scream nacque nel 1996 e l’ultimo film uscì nel 2011. Il regista Wes Craven e lo sceneggiatore Kevin Williamson raccontarono non tanto la storia di un serial killer specifico, ma di una maschera, Ghostface, divenuta iconica negli anni. Craven riuscì così a rilancia...

L’immagine e la sua complessità. Speculazioni artistiche sulle macchie di Rorschach

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Struttura delle tavole e ipotesi artistica La quarta tavola di Rorschach Lo psichiatra svizzero Hermann Rorschach (1884-1922) pubblicò alcune immagini del celebre test sulla personalità nel 1921. Il test si fondava su dieci tavole che presentavano macchie d’inchiostro su una superficie: cinque tavole in b/n, due in nero e rosso, tre a colori. Le macchie non rappresentano nulla, oppure tutto: non si possono dire davvero astratte, sebbene per alcuni l’interpretazione le renda tali. Eppure nel test di Rorschach non è importante solo l’interpretazione dell’immagine (il “che cosa” è rappresentato), ma anche se l’immagine sia vista come ferma o in movimento; come siano state interpretate le eventuali sfumature; su quali dettagli si sia concentrato il soggetto; quanto tempo sia stato impiegato e molto altro ancora. L’interpretazione della forma, per esempio, comunica allo psicologo il grado di connessione del soggetto con la realtà. Il colore, invece, come ben descritto da...