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L'Odissea di Cormac McCarthy è già oltre le Colonne d'Ercole

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  Copertina della prima edizione Palgrave Macmillan Questa è una di quelle analisi che potrebbero proseguire all’infinito, con continue integrazioni, perché Il passeggero ( The Passenger , 2022) di Cormac McCarthy è una di quelle opere universali che al suo interno contiene tutta l’esistenza. In forma di simbolo, di ipotesi, di realtà scientifica e di fantasia. Ho compiuto questa lettura in tutta calma, durante un mio periodo di ferie, senza toccare alcun altro libro. The Passenger va letto in modo lento; richiede che si torni sulle sue pagine più volte: in molte parti può apparire oscuro, ma a ben guardare l’Autore è più chiaro di quanto il suo stile frammentario possa far credere. Il problema, semmai, è tutto nostro: presi spesso da letture che si accavallano e mescolano tra loro, in nome di poche impressioni sui social su uno dei titoli del momento, rischiamo di non capirci nulla e di imputare la colpa allo scrittore o di limitarci a un ridicolo «interessante». Nulla potrebbe ...

Il ciclo del professor Challenger di Arthur Conan Doyle

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  Il professor Challenger interpretato da Wallace Beery nel film The Lost World  (1925) Allo scrittore scozzese ho già dedicato una biografia , che si concentra su alcuni particolari meno noti, e un approfondimento dedicato a Sherlock Holmes . Dopo quest’ultimo, il professor Challenger rappresenta il personaggio più riuscito di Doyle. Lo scienziato è presente in cinque storie: The Lost World (1912), The Poison Belt (1913), The Land of Mist (1926), The Disintegration Machine (1927), When the World Screamed (1929). Il primo e il terzo sono romanzi; gli altri racconti: in particolare, gli ultimi due sono testi brevissimi, dei veri e propri one-shot.   I personaggi principali   I membri della spedizione di The Lost World , sul frontespizio della prima edizione. Da sinistra a destra: Edward Malone, il professor Summerlee, il professor George Challenger, Lord John Roxton Sul sito ufficiale dell’associazione The Conan Doyle Estate ci sono informazioni co...

Impronte di classici IV

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  Aaron Shikler, Woman Reading (The Artist's Wife) (1962) La rubrica  Impronte di classici  si propone di commentare i classici della letteratura. Non si tratta di recensioni, bensì di impressioni, utili a fornire un rapido sguardo d’insieme sulle opere e ad evidenziarne alcuni aspetti. L’obiettivo è offrire ai lettori una sintesi ed eventualmente sollecitarne o disincentivarne la lettura. Nella rubrica di oggi parlo di cinque libri: Una donna di S. Aleramo, Il sentiero dei nidi di ragno di I. Calvino, La luna e i falò di C. Pavese, Ragazzi di vita di P. P. Pasolini, Lessico famigliare di N. Ginzburg. Per queste e altre impressioni di classici – e non solo – mi trovate anche su Goodreads ( qui ).   Sibilla Aleramo, Una donna (1906)   La copertina di un'edizione Feltrinelli   Il romanzo ripercorre la vita della scrittrice, partendo dai ricordi d’infanzia fino a raggiungere il periodo successivo all’allontanamento dal marito e dal figl...

Impronte di classici III

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Sir John Lavery,  Alice  (1919) La rubrica  Impronte di classici  si propone di commentare i classici della letteratura. Non si tratta di recensioni, bensì di impressioni, utili a fornire un rapido sguardo d’insieme sulle opere e ad evidenziarne alcuni aspetti. L’obiettivo è offrire ai lettori una sintesi ed eventualmente sollecitarne o disincentivarne la lettura. Nella rubrica di oggi parlo di cinque libri: Frankenstein; or, The Modern Prometheus di M. Shelley, Moby-Dick; or The Whale di H. Melville, The Prophet di K. Gibran, Nineteen Eighty-Four di G. Orwell, Lord of the Flies di W. Golding. Per queste e altre impressioni di classici – e non solo – mi trovate anche su Goodreads ( qui ).   Mary Shelley, Frankenstein; or The Modern Prometheus ( Frankenstein , 1818, 1831)   Foto promozionale dell'attore Boris Karloff, per Bride of Frankenstein  (1935) Mary Shelley ha consegnato al mondo una di quelle rare storie che, in tempi ant...