Il barone rampante come viaggio iniziatico
Sono scampato alla lettura de Il barone rampante ai tempi del liceo. Per fortuna. Leggendolo in quel periodo, avrebbe alimentato il mio carattere ribelle, o alternativo: chiamatelo come volete. Il fatto è che leggevo già abbastanza opere in quella direzione e in Cosimo Piovasco di Rondò – il protagonista – non avrei trovato nulla di nuovo. Anzi, l’ultima parte del romanzo mi avrebbe quasi annoiato. A distanza di undici anni dalla fine del liceo, complice anche la lettura di Garcia Márquez durante l’università, ho potuto apprezzare a pieno Il barone rampante . Cosimo ha un padre ossessionato dalle genealogie e dalle successioni: per lui, l’unica cosa che conta è il mantenimento del potere e del rispetto connesso. Vive su binari prestabiliti e non concepisce i comportamenti non ortodossi. La madre, invece, è cresciuta sui campi di battaglia e si anima al pensiero degli eserciti in guerra. In realtà, il suo atteggiamento duro e imperioso è l’unico linguaggio che con...