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Visualizzazione dei post con l'etichetta politica

Julius Evola. L'arte, la filosofia, la politica

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  Giulio Cesare Evola, meglio noto con lo pseudonimo Julius, è stata una figura emblematica del pensiero politico della destra tradizionale. In giovane età, la lettura di autori quali Nietzsche, Michelstaedter e Weininger lo avvicinò a posizioni anticristiane e a un atteggiamento di disprezzo per le convenzioni borghesi. Disdegnando i titoli accademici, non discusse la tesi alla facoltà di ingegneria e si dedicò a tempo pieno all’arte e alla letteratura. Conobbe intellettuali e artisti, da Giovanni Papini a Giacomo Balla e a Filippo Tommaso Marinetti. Nel 1919, partecipò a un’esposizione futurista a Milano, ma presto prese le distanze dal movimento, rifiutandone il sensualismo, l’esaltazione del macchinismo e l’adesione alla propaganda antigermanica. Proprio durante la prima guerra mondiale, sostenne l’esigenza di schierarsi al fianco degli Imperi centrali. Combatté come ufficiale d’artiglieria e, tornato a Roma dopo il conflitto, attraversò una crisi esistenziale, dalla quale us...

Perché Sanremo

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  Perché parlano tutti del festival musicale di Sanremo? Non perché sia di moda (no davvero), ma perché da un lato è trasversale (lo ascoltano la Gen Z, i trentenni insieme ai The Jackal , gli anziani, etc.), dall’altro porta con sé interessi politico-economici (Ferragni è l’emblema dell’incontro tra giovani, moda, politica, socialità in senso esteso). Chi non ha capito che la musica è solo uno degli elementi del festival e che - da almeno vent'anni - i temi sociali sono centrali, non ha capito nulla. Tutti ne parlano come della serie tv del momento o come il libro appena uscito, ma – per quanto criticato – Sanremo è molto di più, dato che fa numeri milionari che nessuno raggiunge. Questo perché Sanremo è specchio della società italiana in cui ci troviamo. È normale che Sanremo non ci piaccia, perché è la società italiana, in tanti suoi aspetti incancreniti, a non piacerci. E ce la ritroviamo su quel palco, come ci ritroviamo lo zio o la zia razzista al pranzo di Natale. Crit...

Sull'aumento del prezzo dei biglietti nei musei italiani

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  In termini generali, non sono contrario a un aumento del prezzo dei biglietti per i musei. Con tanti “ma” e interrogativi. Il presunto maggior ricavo dove andrà a finire? Bollette, restauri, stipendi (di chi?) o altro? 1. Primo caso: ci sono situazioni di conservazione preoccupanti. Ricordo l’estate scorsa al Guggenheim di Venezia dove, al posto dell’aria condizionata o comunque di una temperatura media adatta, erano state spalancate le finestre, con un’afa insopportabile tanto per le persone quanto per i quadri. Con maggiori entrate, si potrebbe migliorare la gestione delle temperature in base all’opera da conservare. Secondo caso: i restauri costano, e tanto. E non solo dei capolavori, ma anche delle opere considerate “minori”. Dobbiamo sempre affidarci alla provvidenziale associazione locale di volontari o vogliamo che i musei abbiamo più opportunità di investire su questo? Molti restauratori e conservatori ringrazierebbero. Terzo caso: se l’aumento servirà ad accresc...

Simboli storici e identità

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  Giovanni Fattori, Lo staffato  (1880 ca) L’umanità impara e disimpara a ogni generazione. Storia e memoria non possono, purtroppo o per fortuna, sostituire l’esperienza umana. Possono fornire un’indicazione e un modello, ma mai una legge inequivocabile. Questo è un tema che mi è molto caro: da anni ne scrivo sul blog ( qui , qui e qui ) e in questi mesi ci sono tornato, riflettendo sulla guerra, sulla morte di personaggi storici del Novecento, sulla crisi della democrazia occidentale (e su come dovremmo essere meno duri con noi stessi). Penso che la riflessione sulla memoria meriti più attenzione di quanta non le diamo, in modo superficiale, una volta all’anno.   Il 19 settembre 2022 si è tenuto il funerale della regina Elisabetta II d’Inghilterra. Per circa dieci giorni, i media italiani hanno parlato della morte della monarca in via quasi esclusiva. Viviamo in una repubblica, ma certo l’immagine di questa regina è entrata, in chiave pop, nelle teste di molti it...

Robert B. Reich e le deformazioni del sistema

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Terzo appuntamento della rubrica Sistema e potere (RSEP), una selezione di saggi, biografie e studi incentrati sui temi della ricchezza e del potere. Si indaga come le società odierne li gestiscano nei propri sistemi e come ciò interagisca con la globalizzazione in senso positivo e negativo. La rubrica propone ai lettori compendi e analisi di opere scritte su questi argomenti da parte di economisti, politici, miliardari, scienziati, sociologi e intellettuali in generale. L’obiettivo è sensibilizzare le persone sui pericoli dei cambiamenti climatici, sul crescente divario tra ricchi e poveri, sulle disuguaglianze alimentate dalla grande finanza. Lo scopo, però, è anche mostrare alcune possibili soluzioni a questi e altri problemi.     Introduzione     Il post è una sorta di compendio del saggio Il sistema. Perché non funziona e come possiamo aggiustarlo di Robert B. Reich, edito in Italia da Fazi Editore (2021, titolo originale: The  System. Who...