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Visualizzazione dei post con l'etichetta Olocausto

Guerra e pace. L'insegnamento della storia e la persecuzione degli Uiguri

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In questi giorni sui social si è diffusa un'immagine che affianca le fotografie degli ebrei nei campi di concentramento nazisti e dei mussulmani uiguri perseguitati dal governo cinese. 1940-2019 è l'unica scritta. Poi, però, leggendo le descrizioni a questo post, emergono frasi che si possono riassumere nei concetti dell'umanità che ripete i propri errori e della necessità di una pace universale. Altre immagini (come la seguente) riprendono lo stesso confronto, che - in definitiva - è difficilmente contestabile. Pensiamo però che sia necessario approfondire quei concetti ricorrenti, che appaiono troppo generalisti. Sapete qual è, a nostro avviso, l'errore? Pensare che la storia "insegni" qualcosa, che la memoria sia sufficiente a impedire il ripetersi dei crimini, che il tempo in cui viviamo sia il più maturo e migliore di sempre in termini di diritti e di libertà. Questi aspetti si riassumono nell'unico grande errore: il neo-positivismo...

Antisemitismo e genocidio. L'identità ebraica dall'Ottocento a oggi

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Nell’ultimo decennio dell’Ottocento, lo scrittore Theodor Herzl scriveva nel suo diario che intendeva «risolvere almeno in Austria la questione ebraica con l’aiuto della Chiesa cattolica»  [1] . Descriveva quindi una cerimonia di battesimo, al duomo di Santo Stefano, con cui i giovani ebrei austriaci avrebbero potuto convertirsi al cristianesimo. In questa prima fase, Herzl pensava che la questione potesse risolversi in termini di identità e che, integrandosi anche a livello religioso, gli ebrei avrebbero potuto prendere parte alla società austro-ungarica senza pregiudizi di sorta. La realtà era tuttavia più articolata e all’identità si aggiungeva il tema della razza, sempre più determinante a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, in pieno clima darwiniano e positivista. La Chiesa stessa si manteneva su una sottile linea di confine, così come era stato fin dalle sue origini, alternando a seconda del periodo storico due visioni: da un lato, l’ebreo come figura scelta d...

Sul significato del tempo e della memoria

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Il passato è innanzitutto una dimensione del tempo. Solitamente, la prima intuizione della profondità temporale giunge come una fulminazione, che ci evidenzia l’inevitabilità della morte. A questa consapevolezza si aggiunge spesso l’angoscia, legata alla precarietà di ogni esistenza. Il pensiero dello scorrere del tempo si lega quasi sempre a un sentimento, poiché noi umani tendiamo sempre a creare un rapporto emozionale tanto con le altre persone quanto con determinate circostanze, persino con oggetti e pensieri. E questo legame viene consolidato dalla memoria, che è la nostra coscienza delle cose passate. Italo Sve vo disse che  « le lacrime non sono espresse dal dolore, ma dalla sua storia » . Storia e memoria sono il simbolo del sentimento che noi proviamo verso ciò che è passato, sia come individui, che come comunità. Infatti, è proprio quando ci rendiamo conto della precarietà di ogni esperienza di vita, che nasce in noi lo stimolo ad indagare qu...