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La psicologia della diversità in Notre-Dame de Paris

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Nono appuntamento psicologico-letterario a cui partecipo sul canale Il bar della psicologia , gestito dal dottor Adriano Grazioli, che potete trovare sui vari social. La rubrica in cui mi inserisco è il  Podcast letterario , all’episodio 46. Di seguito, trovate il video su YouTube e qui  il link a Spotify: segue una selezione scritta di alcuni interventi centrali. *   AG: Vorrei partire da un appunto su Mercoledì (2022), la recente serie Netflix. La diversità, oggi, quella mercificata, come la vediamo in quel prodotto, non è la vera diversità. È una serie che si rifà agli outsider , ma che in fondo non sono tali. In terapia, spesso la diversità è vissuta dal paziente sottoforma di stigmatizzazione da parte della società. In quel caso, la diversità è incapacità di far parte di un gruppo: nella serie, invece, i cosiddetti “strambi” fanno gruppo.   *   AS: Uno che non sa fare gruppo è Quasimodo, un outsider effettivo. Oggi l’essere alternativo è d...

Guerra e pace. L'insegnamento della storia e la persecuzione degli Uiguri

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In questi giorni sui social si è diffusa un'immagine che affianca le fotografie degli ebrei nei campi di concentramento nazisti e dei mussulmani uiguri perseguitati dal governo cinese. 1940-2019 è l'unica scritta. Poi, però, leggendo le descrizioni a questo post, emergono frasi che si possono riassumere nei concetti dell'umanità che ripete i propri errori e della necessità di una pace universale. Altre immagini (come la seguente) riprendono lo stesso confronto, che - in definitiva - è difficilmente contestabile. Pensiamo però che sia necessario approfondire quei concetti ricorrenti, che appaiono troppo generalisti. Sapete qual è, a nostro avviso, l'errore? Pensare che la storia "insegni" qualcosa, che la memoria sia sufficiente a impedire il ripetersi dei crimini, che il tempo in cui viviamo sia il più maturo e migliore di sempre in termini di diritti e di libertà. Questi aspetti si riassumono nell'unico grande errore: il neo-positivismo...