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Visualizzazione dei post con l'etichetta psicologia

Psycho, il romanzo di Bloch a torto trascurato

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Il problema del romanzo Psycho (1959) di Robert Bloch, considerabile un classico contemporaneo, è analogo a quello di Rosemary’s Baby di Ira Levin: c’è un prima e un dopo i film tratti dalle loro opere. A differenza di The Shining , dove libro e film viaggiano su binari paralleli staccatisi da un’unica fonte – il soggetto – con Bloch è più difficile una lettura che non porti a immaginare i personaggi e i luoghi attraverso il filtro di Hitchcock. Ed è un peccato, perché questo romanzo breve è una piccola perla, un equilibrio perfetto tra intreccio, ritmo incalzante e allusività.   Come in Rosemary’s Baby , anche qui si parla dell’orrore che si cela dentro persone all’apparenza comuni. Nell’opera di Levin, era la protagonista a provenire da una zona di provincia e – si lascia intendere – è la diabolica metropoli a trasformare quella “brava ragazza”. Ecco, Bloch ci dice che nemmeno nelle cittadine con pochi abitanti, dove si conoscono tutti e tutti si salutano al mattino, c’...

La psicologia della diversità in Notre-Dame de Paris

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Nono appuntamento psicologico-letterario a cui partecipo sul canale Il bar della psicologia , gestito dal dottor Adriano Grazioli, che potete trovare sui vari social. La rubrica in cui mi inserisco è il  Podcast letterario , all’episodio 46. Di seguito, trovate il video su YouTube e qui  il link a Spotify: segue una selezione scritta di alcuni interventi centrali. *   AG: Vorrei partire da un appunto su Mercoledì (2022), la recente serie Netflix. La diversità, oggi, quella mercificata, come la vediamo in quel prodotto, non è la vera diversità. È una serie che si rifà agli outsider , ma che in fondo non sono tali. In terapia, spesso la diversità è vissuta dal paziente sottoforma di stigmatizzazione da parte della società. In quel caso, la diversità è incapacità di far parte di un gruppo: nella serie, invece, i cosiddetti “strambi” fanno gruppo.   *   AS: Uno che non sa fare gruppo è Quasimodo, un outsider effettivo. Oggi l’essere alternativo è d...

Il giovane Holden tra psicologia e scrittura... con Argyros Singh

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Settimo appuntamento psicologico-letterario a cui partecipo sul canale  Il bar della psicologia , gestito dal dottor Adriano Grazioli, che potete trovare sui vari social. La rubrica in cui mi inserisco è il  Podcast letterario , all’episodio 44. Di seguito, trovate il video su YouTube e qui  il link a Spotify: segue una selezione scritta di alcuni interventi centrali. Per un ulteriore approfondimento su Salinger, rimando a questo post del blog. *   AS: La copertina bianca del romanzo doveva rispettare la volontà dell’Autore, affinché essa non costituisse un discrimine per il lettore o un modo per anticipare il contenuto. Nella prima edizione americana, però, troviamo un cavallo delle giostre in primo piano: uno degli elementi topici del romanzo, scelto dalla casa editrice che voleva dare una veste commerciale in antitesi alla volontà dello scrittore.   *   AG: Il testo, per come è strutturato, è un’evoluzione costante. Il giovane Holden è un p...

Hemingway & Melville. Storie di vita e di ossessioni

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Terzo appuntamento psicologico-letterario a cui partecipo sul canale Il bar della psicologia , gestito dal dottor Adriano Grazioli, che potete trovare sui vari social. La rubrica in cui mi inserisco è il  Podcast letterario , all’episodio 40. Di seguito, trovate il video su YouTube e  qui  il link a Spotify: segue una selezione scritta di alcuni interventi centrali. Per un ulteriore approfondimento su Melville e Hemingway, rimando a un altro post di questo blog: qui .   *   AS: Per quanto riguarda Melville, siamo di fronte a un autore che non si può ridurre al solo Moby Dick . Allo stesso modo in cui non si può ridurre Dante alla sola Divina Commedia , benché nessuna analisi possa escluderla del tutto. Conosciamo i programmi scolastici italiani… e trattandosi poi di letteratura in lingua inglese, considerando che si tagliano i programmi di letteratura italiana, si capisce che cosa succeda con quella anglo-americana. È già tanto se nelle ore di inglese a ...