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Impronte di classici IV

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  Aaron Shikler, Woman Reading (The Artist's Wife) (1962) La rubrica  Impronte di classici  si propone di commentare i classici della letteratura. Non si tratta di recensioni, bensì di impressioni, utili a fornire un rapido sguardo d’insieme sulle opere e ad evidenziarne alcuni aspetti. L’obiettivo è offrire ai lettori una sintesi ed eventualmente sollecitarne o disincentivarne la lettura. Nella rubrica di oggi parlo di cinque libri: Una donna di S. Aleramo, Il sentiero dei nidi di ragno di I. Calvino, La luna e i falò di C. Pavese, Ragazzi di vita di P. P. Pasolini, Lessico famigliare di N. Ginzburg. Per queste e altre impressioni di classici – e non solo – mi trovate anche su Goodreads ( qui ).   Sibilla Aleramo, Una donna (1906)   La copertina di un'edizione Feltrinelli   Il romanzo ripercorre la vita della scrittrice, partendo dai ricordi d’infanzia fino a raggiungere il periodo successivo all’allontanamento dal marito e dal figl...

Manifesto per il ripristino della distinzione tra autore e fruitore

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Ivan Stepanovich Ivanov-Sakachev, A Student of Art History (1972) Questo post sarà particolarmente breve rispetto alla lunghezza media dei miei articoli, ma spero – in poche righe – di portare l’attenzione su alcuni aspetti centrali nel rapporto tra autore, lettore e opera letteraria. Qual è la questione? Le seguenti considerazioni muovono dal fatto che spesso ci si ritrovi a leggere i commenti dei fan di una determinata saga o di un certo autore e che questi vertano su come l’autore “avrebbe dovuto scrivere” una certa parte del suo libro. Questa tendenza a voler dire che cosa uno scrittore dovrebbe fare per rendere la sua opera migliore si può definire con l’espressione “dittatura del lettore”, oppure – in termini meno aggressivi e più consumistici – “il cliente ha sempre ragione”. Ma il fatto è proprio questo: il lettore che pretende di sapere che cosa sarebbe meglio per un’opera che non ha creato non è un consumatore. Non possiede l’opera per il fatto stesso di averla ...