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Il Nosferatu di Eggers

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  Giovedì scorso ho visto Nosferatu di Robert Eggers. Confesso che non sentivo tutta questa smania di recuperare il nuovo adattamento del soggetto, ma sono amante del genere e del personaggio e ho voluto rivivere in una chiave inedita le atmosfere della storia. La premessa è che il film è godibile, soprattutto da chi non ha mai visto il Nosferatu del 1922 di Murnau e quello di Herzog del 1979. Mi riferisco, in particolare, ai più giovani, che qui possono trovare una pellicola aesthetic (una parola sicuramente meno longeva di Orlok!), incentrata su una figura femminile libera e indipendente, capace di ribellarsi al suo demone e di portare la comunità alla catarsi per suo tramite. La novità del Nosferatu di Eggers è tutta qui: in una nuova femminilità che mette in secondo piano una creatura anonima, dal volto poco espressivo (e quasi sempre oscurato) e da un’estetica che può far sorridere, rifacendosi a quella tipica del cosacco con i baffoni e il ciuffo di capelli penzolon...

Parole, memoria, divergenza nel Fahrenheit 451 di François Truffaut

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  «L’unico modo per sentirci felici è essere tutti uguali.» È il concetto espresso dal capitano dei vigili del fuoco, rivolgendosi al protagonista Montag. Bisogna diventare tutti ignoranti, ripudiare la lettura, perché essa fa sentire il lettore superiore agli altri e ciò crea disarmonia nella società. È necessario che i libri si consumino tra le fiamme, sostiene il capitano con in mano una copia del famigerato volume scritto dall’imbianchino austriaco (curiosa ironia della sorte per l’opera di uno dei più famosi distruttori di libri della storia!). Nella società ideata da Bradbury (citato nel film con le sue Cronache marziane ), e qui interpretata da uno dei maestri nella nouvelle vague, sono le parole a spaventare nel loro complesso. In particolare, le parole che conducono alle lacrime, anche se per la commozione di fronte a qualcosa di terribile e sublime. Le parole risvegliano emozioni che scuotono da dentro: le amiche della moglie di Montag non vogliono ascoltare la le...

Blonde & Dahmer. Storie reali e morbosità dello spettatore

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  Théodore Géricault, Studio di piedi e di mani  (1818-19) Premessa   In questo blog, il discorso sul significato del male è uno dei temi ricorrenti e si lega al concetto di memoria, storica e individuale: la conclusione che ne ho tratto è che l’umanità rinnovi se stessa di generazione in generazione, ovvero che senta la necessità di esperire il mondo, nel bene e nel male, quasi come se fosse la prima volta. Quel “quasi” fa riferimento alla cultura e alla civiltà a cui una persona appartiene e che le permettono di meditare l’esperienza attraverso la saggezza o la sconsideratezza di chi ci ha preceduto. Niente, però, può sostituirsi al peso preponderante dell’esperienza diretta e la cultura può solo porre un argine – doveroso – ai suoi eccessi. La storia è maestra di vita solo e soltanto nella sua proposta deterrente e nei suoi auspici.   Questa premessa è funzionale al discorso che segue. A livello personale, mi ritengo un grande appassionato del genere hor...

Don't Look Up. Cronaca di una morte annunciata

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  Partiamo dal presupposto che adoro i film catastrofici e che ne ho visti a non finire. Con Don’t Look Up , diretto da Adam McKay, siamo di fronte a un caso di catastrofismo mescolato alla comicità, sul modello de Il dottor Stranamore (1964). Una comicità corrosiva, che definirei 'rassegnata' e che i personaggi si trovano a esprimere in modo quasi involontario. Ho trovato un’affinità con gli ultimi due libri che ho pubblicato, proprio su questo punto, benché in chiave drammatica. Da tanto tempo sono infatti sorpreso dalla leggerezza e dalla superficialità con cui l’umanità affronta i grandi temi, sia come specie che come singolo individuo. L’unica parola che calza a pennello per definire le azioni umane in risposta alle crisi è ‘stupidità’. Che nasce da diversi fattori, come una scarsa coscienza civica, una debole educazione, un marcato egoismo alimentato dalla società dei consumi, la sempreverde sete di potere. Don’t Look Up esce in un momento storico particolare, in c...