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Yakuza. Storia, riti e caratteristiche

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  Ninkyō dantai , ovvero “organizzazioni cavalleresche”: è questa l’espressione con cui preferiscono definirsi gli yakuza, gangster riuniti in sindacati transnazionali che, nel loro insieme, costituiscono una delle più grandi espressioni del crimine organizzato globale. Il fenomeno è conosciuto anche come gokudō , il “sentiero estremo”, ma le autorità e i media impiegano un termine meno esaltante, bōryokudan , ovvero “gruppi violenti”. Chi sono dunque i famigerati yakuza? Molti di loro si ritengono depositari delle tradizioni dei samurai, sebbene nelle sedi delle loro kumi , o bande, espongano elaborati alberi genealogici che li riconducono a famosi fuorilegge. È corretto allora paragonarli alle mafie, o c’è dell’altro? Per comprenderlo, bisogna volgere uno sguardo alla storia e alle tradizioni giapponesi.   Origini mitiche: i samurai   Nel 1192, Minamoto no Yoritomo assunse il titolo di sh ō gun e creò il bakufu , cardine del sistema di fedeltà feudale nipponico. Egli v...

Un esperimento sociale nel condominio di Ballard

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  La copertina della prima edizione Ho letto Il condominio ( High-Rise , 1975) di J. G. Ballard nell’edizione Feltrinelli del 2007, che presenta una copertina con un particolare de La città nuova (1914) dell’architetto futurista Antonio Sant’Elia. Questi morì ad appena ventotto anni, nel 1916, combattendo sul fronte carsico, e la maggior parte dei suoi progetti non venne realizzata. Si attribuisce a lui l’idea di esporre gli ascensori sulle facciate, anziché tenerli nascosti, e il regista Fritz Lang si è ispirato alle sue architetture per la scenografia di Metropolis . Alcune delle intuizioni di Sant’Elia interessarono anche il gruppo olandese De Stijl e l’opera di Le Corbusier. Quest’ultimo, nella sua raccolta di saggi Vers une architecture (1923), delineava una città delle torri improntata all’efficienza, in cui il rapporto tra tempo libero e lavoro si faceva più serrato. A una certa quota, Le Corbusier prometteva «la calma assoluta e l’aria purissima». Secondo Ballard, pr...

Biologia, orrore e progresso in H. G. Wells

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  Richard Powers, The Time Machine  (2018) Herbert George Wells non nacque in una famiglia aristocratica: fu grazie alle sue capacità e alle borse di studio che si laureò in biologia e zoologia. La sua vita si riassume nella ricerca: probabilmente, oggi Wells sarebbe un divulgatore scientifico con un canale YouTube molto seguito. Scriveva per diverse riviste, non solo scientifiche, e i suoi articoli assumevano anche un taglio propositivo: le sue idee diventavano uno stimolo per il dibattito tra esperti. Quando l’ipotesi andava molto oltre le conoscenze tecnico-scientifiche dell’epoca, ecco che la creazione fantastica prendeva il sopravvento. Vale la pena fare un parallelismo su questo punto. Un suo contemporaneo, H. P. Lovecraft (di cui ho scritto qui ), aveva a sua volta competenze, benché da autodidatta, in materie come la geologia. Negli scritti del Solitario di Providence non sono però presenti elementi volti a creare un “legame sentimentale” con il lettore e questo fu u...