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Raccontare la Storia sotto la lente del real maravilloso

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  Nel 1943, lo scrittore Alejo Carpentier accompagna a Haiti la compagnia teatrale dell’attore e regista Louis Jouvet. Visita le rovine di Sans-Souci, la reggia che il re nero Henri Christophe si era fatto costruire guardando Versailles, e sale alla mole ciclopica della Citadelle Laferrière, piantata sulla montagna come una nave di pietra. È una folgorazione: in quell’isola, capisce, il meraviglioso non è un procedimento letterario, un espediente d’avanguardia, bensì il pane quotidiano di una fede collettiva che ha fatto la storia, l’unica rivolta di schiavi vittoriosa dell’età moderna. Da quel viaggio nascono, sei anni dopo, El reino de este mundo (1949, ed. it. Il regno di questo mondo , Einaudi, 1990) e il prologo che lo accompagna: sono poche pagine destinate a diventare uno dei testi fondativi della letteratura latinoamericana del Novecento. È infatti nel prologo che Carpentier regola i conti con il surrealismo europeo, che aveva frequentato da vicino negli anni parigini: i...

Può un'opera essere fuori tempo massimo? "Aura" di Carlos Fuentes

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  Aura (1962) dello scrittore messicano Carlos Fuentes si apre con un annuncio sul giornale, il primo passo di un cammino che porta il protagonista a un’epifania che non avrebbe mai voluto ricevere. Il libro è un romanzo breve suddiviso in cinque capitoli; per tutto il testo, Fuentes racconta la storia in seconda persona singolare, una scelta stilistica non facile da sostenere per le circa ottanta pagine che costituiscono l’opera. A parte lo straniamento iniziale (dovuto forse a una questione di abitudine di lettura), in poche pagine sono stato catturato dalla sintassi e dal protagonista Felipe Montero, il giovane storico e squattrinato che risponde all’annuncio di una vecchia signora, Consuelo Llorente, e che si ritrova prigioniero in una casa buia nel centro di Città del Messico. Qui abita anche una ragazza misteriosa di nome Aura, nipote della vecchia. La scelta della seconda persona si traduce così in una forma di sortilegio (tema che ricorre nel libro) e non in un virtuosis...

Alle radici del realismo magico. Un romanzo di Juan Rulfo

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  Ciò che mi resta al termine della lettura di Pedro Páramo (1955) di Juan Rulfo è una sensazione di smarrimento, se non di vuoto. L’opera, alla quale sono arrivato in quanto fu un modello per la scrittura di Gabriel García Márquez, è un romanzo breve ma denso, che frantuma la narrazione lineare del tempo e annulla il confine tra il mondo dei vivi e dei morti. Ridotta all’osso, la storia racconta di come Juan Preciado si rechi al paese di Comala per cercare suo padre, Pedro Páramo, seguendo il desiderio espresso in punto di morte dalla madre. Tuttavia Comala è un paese fantasma e di fantasmi, svuotato dalla violenza e dall’ossessione di un uomo che ha amato una donna, Susana San Juan, con un amore così assoluto da diventare distruttivo per ogni cosa intorno a lui. Juan Preciado arriva, ascolta le voci e si mescola a loro, con un esito che vi invito a leggere. L’architettura temporale dell’opera costituisce l’elemento centrale per interpretarla. Il romanzo procede per frammenti...

L'umanità di fronte all'ignoto. Accettazione di Jeff VanderMeer

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  Il terzo volume della Trilogia dell’Area X intreccia le linee temporali e i punti di vista dei personaggi introdotti nei precedenti romanzi, Annientamento  e Autorità , di cui ho avuto modo di parlare nel blog. Il romanzo conclusivo si distingue per la molteplicità delle voci narranti, che conferiscono un nuovo dinamismo alla narrazione, anello mancante del precedente volume. La trama si sviluppa attraverso le esperienze di diversi personaggi: Saul Evans, la Direttrice (Gloria), Controllo (John Rodriguez), Uccello Fantasma, Jack Severance, Sadi e altri. Per un mio ordine mentale, provo a fare ordine tra alcune di queste figure.   Saul è un ex predicatore e guardiano del faro; una figura centrale nella genesi dell’Area X. Dopo essere stato punto da un misterioso “fiore di luce”, l’uomo inizia a recitare un sermone enigmatico e subisce una trasformazione che lo porterà a diventare lo Scriba, la creatura che scrive parole organiche sulle pareti della Torre. Gloria...

Una lettura macchinosa. Autorità di Jeff VanderMeer

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  Recensendo Annientamento , il primo volume della Trilogia dell’Area X , avanzavo alcuni dubbi e perplessità sullo sviluppo della storia. Temevo, per esempio, che il seguito avrebbe ampliato quella tendenza a diluire i contenuti già presente nel primo libro. È così è avvenuto.   Autorità rappresenta un cambio di prospettiva: Annientamento ci portava direttamente nell’Area X, restituendo un alone di mistero e di inaccessibilità di alcune sue parti. Autorità assomiglia più a uno spin-off; si concentra sull’agenzia governativa Southern Reach, incaricata di studiare e contenere le anomalie dell’area. Il protagonista, John Rodriguez, soprannominato “Controllo”, è un agente inviato dalla misteriosa organizzazione Centrale per assumere la direzione dell’agenzia. Si trova a dover gestire una situazione caotica: la precedente direttrice è scomparsa durante una spedizione nell’area X, e il personale della Southern Reach è ostile e diffidente nei suoi confronti. Controllo si confront...

Tecniche della critica letteraria di Ezio Raimondi

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  Il libro è una raccolta di conversazioni e di saggi composti tra il 1962 e il 1966, che riflette sul mestiere del critico in maniera non sistematica. Non fatevi intimorire dagli anni in cui fu scritto, perché c’è molta attualità al suo interno.   Raimondi offre un’analisi approfondita della natura dell’opera d’arte e del ruolo della critica letteraria, intrecciando diverse prospettive teoriche. «L’opera d’arte – scrive l’Autore – è storica in due sensi: nel primo, perché è un prodotto sociale; nel secondo, perché è una creazione che trascende il piano storico ma che per avere una consistenza effettiva ha bisogno d’incarnarsi di nuovo nella storia, e di ripetersi tra gli uomini, come un tempo che è sempre presente, un presente potenziale che può attuarsi solo facendosi presente in maniera concreta, in un “ora” e in “qui” determinati.» Tale dimensione storica si riflette anche nei generi letterari, che nascono come risposta a «fatti tipici e costanti» che non trovano più...

La tragedia matematica in Stella Maris di Cormac McCarthy

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  Alcuni hanno definito The Passenger e Stella Maris come un dittico, ma a ben guardare ciò è vero fino a un certo punto. Le due storie condividono elementi in comune, a livello di trama, ma lo stile è in parte diverso e le due storie possono essere lette in maniera indipendente l’una dall’altra. Né Stella Maris completa o risolve dubbi e perplessità emersi in The Passenger . E va bene così.   Il libro è scandito dai sette dialoghi tra lo psichiatra Robert Cohen e la paziente Alicia Western (il cui vero nome era Alice, poi cambiato tramite documenti falsi), la quale ha scelto volontariamente di entrare nell’istituto psichiatrico Stella Maris, a Black River Falls, Wisconsin. Nel 1972, a vent’anni, Alicia vi entra per la terza volta. In precedenza, le era stata diagnosticata una schizofrenia paranoide, caratterizzata da ripetuti tentativi di suicidio e da vive allucinazioni (su tutte, il Talidomide Kid e, infine, l’Arcathron). La diagnosi non rinchiude Alicia in un’et...

L'Odissea di Cormac McCarthy è già oltre le Colonne d'Ercole

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  Copertina della prima edizione Palgrave Macmillan Questa è una di quelle analisi che potrebbero proseguire all’infinito, con continue integrazioni, perché Il passeggero ( The Passenger , 2022) di Cormac McCarthy è una di quelle opere universali che al suo interno contiene tutta l’esistenza. In forma di simbolo, di ipotesi, di realtà scientifica e di fantasia. Ho compiuto questa lettura in tutta calma, durante un mio periodo di ferie, senza toccare alcun altro libro. The Passenger va letto in modo lento; richiede che si torni sulle sue pagine più volte: in molte parti può apparire oscuro, ma a ben guardare l’Autore è più chiaro di quanto il suo stile frammentario possa far credere. Il problema, semmai, è tutto nostro: presi spesso da letture che si accavallano e mescolano tra loro, in nome di poche impressioni sui social su uno dei titoli del momento, rischiamo di non capirci nulla e di imputare la colpa allo scrittore o di limitarci a un ridicolo «interessante». Nulla potrebbe ...