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Visualizzazione dei post da dicembre, 2019

La superiorità culturale nel confronto tra pratiche di società diverse

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La riflessione prende spunto dalla lettura di un libro di Caterina Satta, intitolato Per sport e per amore. Bambini, genitori e agonismo . Al di là del titolo che potrebbe apparire generico, questo libro è stato scritto da una sociologa dell’infanzia, la quale, analizzando una squadra di calcio di bambini, appartenente ad una società di serie A, mette in evidenza come il punto di vista dei bambini sia messo sempre più da parte e prevalga su questi ultimi la visione degli adulti, fino  a controllare ad oggi quasi ogni spazio pubblico e privato della loro vita. Il libro parla di tante altre cose e anche degli aspetti positivi che mettono in relazione genitori e figli, ma questo aspetto ha attirato in particolare la nostra attenzione, tanto da collegarlo alla recente lettura del manuale di Fabio Dei intitolato Antropologia culturale . Forse non ci siamo mai resi davvero conto di come la nostra visione dell’infanzia non sia affatto comune a tutto il pianeta e tanto meno risulti ess

Guerra e pace. L'insegnamento della storia e la persecuzione degli Uiguri

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In questi giorni sui social si è diffusa un'immagine che affianca le fotografie degli ebrei nei campi di concentramento nazisti e dei mussulmani uiguri perseguitati dal governo cinese. 1940-2019 è l'unica scritta. Poi, però, leggendo le descrizioni a questo post, emergono frasi che si possono riassumere nei concetti dell'umanità che ripete i propri errori e della necessità di una pace universale. Altre immagini (come la seguente) riprendono lo stesso confronto, che - in definitiva - è difficilmente contestabile. Pensiamo però che sia necessario approfondire quei concetti ricorrenti, che appaiono troppo generalisti. Sapete qual è, a nostro avviso, l'errore? Pensare che la storia "insegni" qualcosa, che la memoria sia sufficiente a impedire il ripetersi dei crimini, che il tempo in cui viviamo sia il più maturo e migliore di sempre in termini di diritti e di libertà. Questi aspetti si riassumono nell'unico grande errore: il neo-positivismo