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Taras Bul'ba. Il mito della Piccola Russia... o Ucraina?

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Quarto appuntamento psicologico-letterario a cui partecipo sul canale  Il bar della psicologia , gestito dal dottor Adriano Grazioli, che potete trovare sui vari social. La rubrica in cui mi inserisco è il  Podcast letterario , all’episodio 41, insieme a Mykhaylo (Misha) Nychyporuk. Di seguito, trovate il video su YouTube e qui  il link a Spotify: segue una selezione scritta di alcuni interventi centrali. Per un ulteriore approfondimento su Gogol', rimando a un altro post di questo blog: qui .   *   AS: Gogol’ si concentra molto sulla resa dei dialoghi: attraverso di essi le sue opere si vivificano. Alcuni sono testi teatrali, il che rende l’affermazione ovvia, ma ciò avviene anche in un capolavoro della letteratura globale come Le anime morte . Per altri versi, abbiamo il racconto Taras Bul’ba , che attinge a piene mani a quel Romanticismo incipiente anche in terra ucraina e russa, e che si ispirava a Walter Scott e al romanzo storico scozzese che si es...

Simboli storici e identità

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  Giovanni Fattori, Lo staffato  (1880 ca) L’umanità impara e disimpara a ogni generazione. Storia e memoria non possono, purtroppo o per fortuna, sostituire l’esperienza umana. Possono fornire un’indicazione e un modello, ma mai una legge inequivocabile. Questo è un tema che mi è molto caro: da anni ne scrivo sul blog ( qui , qui e qui ) e in questi mesi ci sono tornato, riflettendo sulla guerra, sulla morte di personaggi storici del Novecento, sulla crisi della democrazia occidentale (e su come dovremmo essere meno duri con noi stessi). Penso che la riflessione sulla memoria meriti più attenzione di quanta non le diamo, in modo superficiale, una volta all’anno.   Il 19 settembre 2022 si è tenuto il funerale della regina Elisabetta II d’Inghilterra. Per circa dieci giorni, i media italiani hanno parlato della morte della monarca in via quasi esclusiva. Viviamo in una repubblica, ma certo l’immagine di questa regina è entrata, in chiave pop, nelle teste di molti it...

Monografie d'arte. Antonio Canova

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  Thomas Lawrence, Ritratto di Antonio Canova  (1815-19) Come furono i primi anni del giovane Canova?   Antonio Canova nacque a Possagno, nel trevigiano, nel 1757. Figlio di uno scalpellino, Pietro, il padre morì quand’era giovane: la madre, Angela Zardo, anch’essa parte di una famiglia benestante di scalpellini, si risposò con Francesco Sartori e Antonio fu affidato al nonno Pasino Canova, del mestiere di famiglia. Nel 1768, divenne protetto del senatore Giovanni Falier, che notandone il talento lo fece entrare nella bottega dello scultore Giuseppe Bernardi a Pagnano d’Asolo. Si trasferì poi a Venezia, dove frequentò l’Accademia e la Galleria Farsetti. Nel 1775, aprì un suo studio nel chiostro di Santo Stefano a Venezia e qualche anno dopo lo trasferiva a San Maurizio. Nel 1778 realizzò il gruppo Dedalo e Icaro per Pietro Vettor Pisani, procuratore di San Marco, che fu esposto alla fiera della Sensa, la festa dell’Ascensione di Cristo. Con i cento zecchini gua...