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Hemingway & Melville. Storie di vita e di ossessioni

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Terzo appuntamento psicologico-letterario a cui partecipo sul canale Il bar della psicologia , gestito dal dottor Adriano Grazioli, che potete trovare sui vari social. La rubrica in cui mi inserisco è il  Podcast letterario , all’episodio 40. Di seguito, trovate il video su YouTube e  qui  il link a Spotify: segue una selezione scritta di alcuni interventi centrali. Per un ulteriore approfondimento su Melville e Hemingway, rimando a un altro post di questo blog: qui .   *   AS: Per quanto riguarda Melville, siamo di fronte a un autore che non si può ridurre al solo Moby Dick . Allo stesso modo in cui non si può ridurre Dante alla sola Divina Commedia , benché nessuna analisi possa escluderla del tutto. Conosciamo i programmi scolastici italiani… e trattandosi poi di letteratura in lingua inglese, considerando che si tagliano i programmi di letteratura italiana, si capisce che cosa succeda con quella anglo-americana. È già tanto se nelle ore di inglese a ...

Dieci letture per le giornate mondiali. Settembre 2022

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  A livello internazionale, l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha decretato 152 giornate mondiali. Ogni Paese può comunque istituire le proprie; lo stesso vale per le giornate globali fissate da organizzazioni e istituzioni non governative. Per settembre 2022, ho selezionato dieci letture, che presento rifacendomi agli abstract, integrati quando opportuno.   5 settembre. Giornata internazionale della carità   Il termine carità deriva dal latino caritas e sta a indicare la benevolenza e la cura verso il prossimo, intersecandosi con la solidarietà. Esistono molti libri sull’argomento, dalla narrativa alla saggistica. Qui consiglio Il dono. Storia dimenticata di un miracolo americano (Il Saggiatore, 2011) di Ted Gup. Il saggio biografico è ambientato negli anni della Grande depressione, in una città dell’Ohio in cui gli abitanti hanno perso ogni fonte di sostentamento. Il 17 dicembre 1933, qualche giorno prima di Natale, avviene qualcosa di strano: uno scon...

Recensione Nope. Alla ricerca di un'immagine

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[La recensione contiene spoiler.]   Nope è il terzo film di Jordan Peele e un’inedita declinazione personale della fantascienza in chiave horror. La pellicola si apre nel 1998, sul set della sitcom immaginaria Gordy’s Home , in cui lo scimpanzé protagonista, in uno scoppio d’ira, massacra alcuni co-protagonisti umani. Veniamo così catapultati nel presente, in un ranch che addestra cavalli per il mondo del cinema e delle serie tv. I fratelli Otis “OJ” (Daniel Kaluuya) ed Emerald “Em” Haywood (Keke Palmer) ereditano la struttura, dopo l’insolita morte del padre, colpito da una moneta caduta dal cielo. OJ è un personaggio conservativo, intenzionato a portare avanti l’attività paterna, senza troppi compromessi con lo show business, che consuma i suoi cavalli con scarso rispetto, in nome di una buona ripresa. Kaluuya veste qui i panni dell’addestratore e del cowboy, ma la sua interpretazione appare troppo legata al precedente immaginario di Peele, con figure allucinate e catat...

Recensione X. L'ossessione del tempo perduto

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[La recensione contiene spoiler.]   X è un film che dà nuova linfa al genere horror. Ti West ne è regista, sceneggiatore e co-produttore e torna al cinema dopo sei anni, in cui è stato regista per singoli episodi di differenti serie tv. Il film è ambientato in Texas, nel 1979, e si apre con due poliziotti che scoprono una carneficina all’interno di una casa di campagna. Un flashback ci porta a prima della strage: una troupe raffazzonata è in viaggio verso quella casa, dove gireranno un film porno di ambientazione bucolica. Questa la trama, in cui si muove il classico gruppo di giovani votato al massacro. Ma è proprio così?   I personaggi della troupe sono sei. Maxine (Mia Goth) è una giovane donna, libera da ogni tabù, il cui unico obiettivo è raggiungere quel successo a cui si sente inevitabilmente destinata. La ballerina di burlesque Bobby-Lynne è l’attrice più matura, ma ancora affascinante, emancipata e forte, nonostante nutra qualche dubbio su Maxine, che rappr...

Monografie d'arte. Francesco Guardi

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  Pietro Longhi, Ritratto di Francesco Guardi  (1764)   Quale fu la sua prima formazione?   Francesco Guardi nacque a Venezia, da una famiglia di origine trentina proveniente da Vienna: il padre Domenico era stato chiamato nella capitale dallo zio, per studiare la pittura. Il padre morì giovane, ma la famiglia riuscì a portarne avanti la bottega veneziana. Il fratello Giannantonio era influenzato da Sebastiano Ricci e si pose a capo della bottega; in seguito si formarono i fratelli Francesco e il più giovane Nicolò, influenzati dal gusto esotista della committenza europea.   Giannantonio Guardi, Ritratto di Johann Matthias von der Schulenburg  (1741 ca) Quando avvenne la svolta verso il vedutismo?   Intorno alla metà degli anni Cinquanta del Settecento, con opere come La festa del Giovedì grasso in Piazzetta (1758): si percepisce una prima influenza canalettiana e Guardi riprende anche l’utilizzo della camera ottica. Nella Processione ...