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Dall'ordine al caos

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Giovan Francesco Capoferri (su disegno di Lorenzo Lotto), Magnum Chaos  (prima metà XVI secolo) Dopo un così lungo ordine, è necessario anche questo caos. Per lo storico Henry B. Adams:  «Il caos spesso genera la vita, laddove l’ordine spesso genera l’abitudine».  Negli ultimi decenni ci siamo abituati ad un’idea di disciplina. L’ordine porta con sé stabilità, un generale torpore morale; l’ordine diventa gerarchia, burocrazia, istituzione: è a quel punto che si instaura una dittatura del qualunquismo, dove popolo e gerarchi dormono tra i propri agi, nella routine più grigia. «Ma procediamo con disordine. - diceva Marcello Marchesi - Il disordine dà qualche speranza. L’ordine nessuna. Niente è più ordinato del vuoto». Solo allora un po’ di caos può restituire movimento a questa condizione. Che dunque i Paesi europei in difficoltà escano dall’euro; che gli USA minaccino la Russia apertamente; che i migranti non possano uscire dall’Italia; che l’ISIS avanzi alle...

Un discorso sulle band. Costi, compensi, opportunità

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Ho deciso di affrontare un argomento “caldo”, che riguarda le band e la gestione di eventi musicali. Dirò ben poco, a dire il vero, perché se ne parla già tanto sul web. Mi sono quindi limitato a selezionare alcuni dibattiti della rete, che penso possano fungere da breve sintesi. Il cachet Il primo argomento riguarda l’innominabile cachet. Le domande più ovvie sono: quanto può chiedere un gruppo per un concerto? Come variano i prezzi da un bar, a un ristorante, a una sagra? Come varia il cachet a seconda del numero di membri e del genere musicale? Tutte queste domande non avranno una risposta numerica da parte mia, per una semplice ragione: è chiaro che il costo varia in base alla grandezza del locale (o della sagra), e indubbiamente ci sono variazioni di costo da regione a regione, così come da sagra a sagra, che spesso viene organizzata da volontari (quindi privati), che non hanno grandi capitali da investire. Non solo per la musica. Il primo forum con un buon dibattit...

Il valore magico del nome

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Riprendo il discorso sul valore magico del nome (già introdotto  qui ), prendendo come esempio il nome segreto di Roma e il mito riguardante il vero nome di Ra. Il nome segreto di Roma Roma ebbe un nome segreto, impronunciabile, pena la morte. Solo i Pontefici Massimi lo conoscevano e tramandavano, come ci conferma Giulio Solino, un dotto vissuto nel III secolo d.C. Egli afferma che questo nome era a conoscenza dei soli capi di stato, che lo tramandavano al momento del passaggio del potere. Il Pontefice Massimo pronunciava il nome segreto solo ed esclusivamente durante i sacrifici rituali. Si ha prova di un antico rituale compiuto durante il solstizio d’inverno in onore della dea Angerona, la cui statua ha la bocca bendata, forse proprio per alludere alla segretezza. Macrobio, un funzionario imperiale vissuto tra il IV ed il V secolo d.C., nei suoi Saturnalia , riporta che il nome arcano era scritto in libri antichissimi, però ognuno di essi citava un nome diverso, q...

Animismo e paranormale

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Il paranormale «Esiste il paranormale?» Sessant’anni dopo gli esperimenti di Rhine negli Stati Uniti, l’interrogativo viene puntualmente riproposto. I miracoli, quelli di Cristo, dei santi o dei saggi vengono sempre contestati in nome della logica e della ragione. La nostra visione del mondo fa perno su quanto asseriscono le scienze. Ora, queste scienze non si sono scrollate di dosso una notevole perplessità nei riguardi del cosiddetto «paranormale», a dispetto delle brillanti conferme sperimentali (Roux, 1986; Varvoglis, 1992; Broughton, 1995, eccetera). Permane la contestazione, consolidata dall’assenza di spiegazioni coerenti nell’àmbito di questi fenomeni. Non posso che riprendere, parola per parola, ciò che Jung sosteneva nel 1950: «Nella mia veste di psichiatra e di psicoterapeuta sono venuto spesso a contatto con i fenomeni in questione e ho potuto in particolare accertarmi della loro importanza ai fini dell’esperienza interiore dell’uomo. Si tratta perlopiù...

Le streghe di Salem. Una nuova fase per Rob Zombie

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Le streghe di Salem è un film del 2012, scritto e diretto da Rob Zombie. Dopo un certo silenzio, ritorna il tema delle streghe, che in questo stesso periodo è affrontato anche in un altro film,  Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe . La protagonista, Heidi, è interpretata da Sheri Moon Zombie, moglie del regista, secondo un metodo già collaudato da  La casa dei 1000 corpi . Ogni cosa ruota intorno ad Heidi, una dj rocker che vive a Salem. Un giorno arriva un disco al vinile alla radio in cui lavora, un disco che contiene una traccia che traumatizza Heidi e la conduce giorno dopo giorno in un mondo ultraterreno. La presunta band del vinile viene rinominata “Lords of Salem” e, dopo aver ottenuto un discreto successo in città, i Lords invitano i loro fans ad un concerto… davvero particolare. Il film è ricco di simboli, alcuni usuali, come la presenza del Baphomet e della capra cavalcata da Heidi, altri meno, come il simbolo usato dalle streghe di Salem o ...

Tutto ciò che sappiamo su Robert Johnson

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Per chi volesse leggere qualcosa su Robert Johnson mentre ne ascolta le canzoni, in questo video da YouTube sono riunite tutte le sue canzoni, rimasterizzate in occasione del centenario dalla nascita di Johnson:  link 1935 circa, una delle tre foto verificate a noi note Biografia Robert Leroy Johnson nasce a Hazlehurst, capoluogo della contea di Copiah, Mississippi, probabilmente l’8 maggio 1911. La sua nascita è frutto di una relazione extraconiugale della madre Julia Dodds (ottobre 1874-/) con Noah Johnson (dicembre 1884-/), in seguito all’abbandono del marito Charles Dodds Jr. (febbraio 1865-/) per un’altra donna. Il marito era un proprietario terriero e produttore di mobili, con cui lei ebbe dieci figli, ma Charles fu costretto a lasciare Hazlehurst in seguito a un litigio con un proprietario terriero bianco. Anche Julia lasciò la città con Robert, ma dopo due anni lo mandò a vivere a Memphis con il marito, che aveva cambiato il proprio nome in Charles Spencer. In...