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Il cane alato del figlio di Tolkien. Roverandom

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  Roverandom è un romanzo breve che nasce nel contesto familiare di Tolkien: il professore infatti inventò la storia nel 1925 durante una vacanza al mare a Filey, per consolare il figlio Michael che aveva perso il suo cane-giocattolo sulla riva. Nel corso degli anni fu abbellita dai disegni dell’Autore e infine pubblicata postuma nel 1998. Come ricorda Priscilla Tolkien, gli anni in cui si sviluppò la storia furono ricchi di creatività e la scrittura si intersecò a quella di altre opere come The Hobbit . Il testo è stato debitamente arricchito da riferimenti letterari; è certo una fiaba giocosa e immaginifica, ma non priva di significati e nodi simbolici più profondi.   Il tema centrale di Roverandom è la trasformazione e il percorso di redenzione del protagonista. Rover (letteralmente “vagabondo”, a cui poi si aggiunge per crasi il termine random , “a caso”) è un cagnolino vivace e un poco impertinente, che viene trasformato in un giocattolo inanimato dallo stregone Artase...

Note sul Silmarillion

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  Il Silmarillion è l’opera più ambiziosa e articolata di J.R.R. Tolkien, e forse può essere considerata la sua vera eredità letteraria. Pubblicato postumo nel 1977 a cura del figlio Christopher, Il Silmarillion non è un romanzo nel senso tradizionale, ma un corpus mitologico che narra la creazione, l’ascesa e la caduta delle antiche stirpi della Terra di Mezzo. Diviso in cinque parti principali, il libro inizia con l’ Ainulindale , la “musica degli Ainur”, in cui Tolkien immagina la creazione del mondo attraverso una sinfonia cosmica. Segue il Valaquenta , una sorta di “pantheon” che descrive i Valar e i Maiar, entità divine che vegliano (o tramano) sul destino del mondo. Il cuore dell’opera è il Quenta Silmarillion , la storia delle Silmaril, gemme di luce pura create dall’elfo Feanor, e delle guerre devastanti che queste scatenano. Il testo si chiude con l’ Akallabeth , il racconto della caduta di Numenor, e con Gli Anelli del Potere e la Terza Era , che collega la mito...

Una regalità da conquistare. Il cacciatore di draghi di Tolkien

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  Terminata la fase preparatoria della trilogia de Il signore degli anelli , Tolkien si concesse un’interruzione distensiva prima dell’inizio della stesura vera e propria. Vide così la luce Giles il Fattore di Ham , uscito nel 1949 in Inghilterra e tradotto nel nostro Paese soltanto nel 1975, nell’edizione Einaudi intitolata Il cacciatore di draghi .   La storia è ambientata nel Piccolo Regno, un territorio che Tolkien si sforza di definire in maniera storica e realistica. Di questo regno sono sopravvissuti pochi frammenti, ma il narratore ci racconta di aver scoperto un manoscritto, «forse più una leggenda che un resoconto vero e proprio», poiché è «colma di cose stupefacenti» desunte anche da racconti popolari e non «da sobri annali». In termini spaziali, siamo nella valle del Tamigi, con un allargamento a nord-ovest fino alla muraglia del Galles. Gli avvenimenti narrati sono molto lontani dal tempo del compilatore, ma sembra tuttavia che egli abbia vissuto nel Piccol...