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Gli anni Novanta e i primi Duemila. Scorcio di una generazione attraverso film e serie tv

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Tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila, ci sono state diverse saghe cinematografiche che hanno contribuito a creare un immaginario generazionale. Questo articolo analizzerà proprio alcune saghe legate alla comicità del periodo. All’appello mancano altre pellicole (come Bad Boys ), che escono anche dal genere della commedia (basti citare Men in Black e Matrix ), per non parlare di quelle serie tv generazionali e non solo (p. es. The Simpsons , Xena , Buffy , Friends ) che hanno segnato questa fase. Abbiamo però suddiviso il discorso in quattro parti, che prendono le mosse da alcuni cult del periodo, per poi allargarci a considerazioni più generali. Scream . La generazione del benessere diffuso La saga di Scream nacque nel 1996 e l’ultimo film uscì nel 2011. Il regista Wes Craven e lo sceneggiatore Kevin Williamson raccontarono non tanto la storia di un serial killer specifico, ma di una maschera, Ghostface, divenuta iconica negli anni. Craven riuscì così a rilancia...

La follia come concetto culturale attraverso alcuni personaggi del cinema

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Reinterpretando un comune modo di dire, la follia si trova negli occhi di chi guarda. In una prospettiva antropologica, potrebbe essere proprio così: riteniamo folle oppure osceno, bellissimo, ragionevole o privo di senso tutto ciò che risponde o meno ai nostri codici culturali. Se Erodoto poteva raccontare ( Storie , IV, 106) come ad Oriente vi fossero popolazioni che si cibavano delle carni dei propri defunti, facendo inorridire i Greci, ma mettendo anche in luce una diversa “verità”, si possono individuare dei tratti universali nel concetto di follia? Essa può essere legata ad aspetti sociali, ed è applicabile tanto a soggetti che vivono nella miseria quanto a coloro che possiedono estreme ricchezze. Talvolta infatti è proprio il potere dominante a dimostrarsi – se non altro a posteriori – come totalmente folle. Vittime e carnefici si scambiano i ruoli tra le classi sociali e il fascino del male non conosce confini che non siano condivisi da tutti gli esseri umani. L...

La superiorità culturale nel confronto tra pratiche di società diverse

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La riflessione prende spunto dalla lettura di un libro di Caterina Satta, intitolato Per sport e per amore. Bambini, genitori e agonismo . Al di là del titolo che potrebbe apparire generico, questo libro è stato scritto da una sociologa dell’infanzia, la quale, analizzando una squadra di calcio di bambini, appartenente ad una società di serie A, mette in evidenza come il punto di vista dei bambini sia messo sempre più da parte e prevalga su questi ultimi la visione degli adulti, fino  a controllare ad oggi quasi ogni spazio pubblico e privato della loro vita. Il libro parla di tante altre cose e anche degli aspetti positivi che mettono in relazione genitori e figli, ma questo aspetto ha attirato in particolare la nostra attenzione, tanto da collegarlo alla recente lettura del manuale di Fabio Dei intitolato Antropologia culturale . Forse non ci siamo mai resi davvero conto di come la nostra visione dell’infanzia non sia affatto comune a tutto il pianeta e tanto meno risulti...

Guerra e pace. L'insegnamento della storia e la persecuzione degli Uiguri

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In questi giorni sui social si è diffusa un'immagine che affianca le fotografie degli ebrei nei campi di concentramento nazisti e dei mussulmani uiguri perseguitati dal governo cinese. 1940-2019 è l'unica scritta. Poi, però, leggendo le descrizioni a questo post, emergono frasi che si possono riassumere nei concetti dell'umanità che ripete i propri errori e della necessità di una pace universale. Altre immagini (come la seguente) riprendono lo stesso confronto, che - in definitiva - è difficilmente contestabile. Pensiamo però che sia necessario approfondire quei concetti ricorrenti, che appaiono troppo generalisti. Sapete qual è, a nostro avviso, l'errore? Pensare che la storia "insegni" qualcosa, che la memoria sia sufficiente a impedire il ripetersi dei crimini, che il tempo in cui viviamo sia il più maturo e migliore di sempre in termini di diritti e di libertà. Questi aspetti si riassumono nell'unico grande errore: il neo-positivismo...

La ricerca di razionalità in ogni fenomeno attraverso l’ambiguità dei personaggi storici

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Thomas Cole, The Course of Empire. Destruction (1836) Nella storia si trovano personaggi ambigui, da un lato positivi per il ruolo che hanno assunto nel corso degli eventi, dall’altro negativi per l’impatto che hanno avuto sulle altre persone e sulle società. In molti di questi personaggi, è spesso evidente la difficoltà nel risolvere la questione in un senso o nell’altro. Citeremo in breve alcuni di questi casi (e riporteremo talvolta un giudizio personale di massima, che ha valore puramente indicativo), per poi giungere ad alcune conclusioni generali. Partiamo da Alcibiade: considerandolo dal punto di vista militare, fu un ottimo stratega, oltre ad avere un grande carisma. Tradì prima gli Ateniesi e poi tutti i Greci, ma è difficile capirne le vere motivazioni a distanza di così tanti secoli. Fu anche legato a Socrate e al “suo” simposio e, ad Atene, funse troppo spesso da capro espiatorio. Nel complesso, una figura emblematica e di difficile decodifica. Giulio Cesare: anc...

Arnolfo di Cambio e il ritratto di Carlo I d'Angiò

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Arnolfo di Cambio (ca 1235-1302) si formò nella bottega di Nicola Pisano, con il quale lavorò all’Arca di San Domenico, nell’omonima chiesa di Bologna, e al pulpito del Duomo di Siena. In seguito si allontanò dal maestro e negli anni Settanta del Duecento si trasferì a Roma, lavorando per Carlo I d’Angiò e per i pontefici (realizzò p. es. il monumento funebre di Adriano V, a Viterbo). Verso la fine del 1277, il re gli permise di recarsi a Perugia, dove era stato richiesto dal Consiglio dei Savi, per sovrintendere la costruzione della Fontana maggiore, in realtà compiuta da Nicola e Giovanni Pisano, evidenziando i numerosi impegni di Arnolfo in quel periodo  [1] . Gli anni Ottanta non fecero che accrescere il prestigio di Arnolfo, che realizzò importanti opere come i monumenti funebri del cardinale De Braye ad Orvieto (1282) e di Riccardo Annibaldi a Roma (1289), nonché il ciborio della basilica di San Paolo fuori le mura (1285). Gli anni Novanta ampliarono il suo successo...