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L'Artù di Tolkien

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  Dopo aver letto le conferenze e le lezioni di Tolkien, contenute nel volume The Monsters and the Critics and Other Essays ( Il Medioevo e il fantastico ), ho approfondito il rapporto dell’Autore con le leggende e con la mitologia nordeuropea. La caduta di Artù è un’opera poetica incompiuta che rilegge il ciclo arturiano attraverso una lente anglosassone. Composto nei primi anni Trenta e pubblicato postumo nel 2013, il poema propone una visione più tragica della leggenda rispetto alle versioni medievali più note, memore della lezione romantica.  Al contempo, fedele a una certa tradizione, Tolkien utilizza il verso allitterativo, tipico di opere come Beowulf (tradotto peraltro da Tolkien in inglese moderno), rievocando l’atmosfera altomedievale in cui si suppone fosse vissuto l’Artù storico. Il testo ruota intorno alla figura di Artù, un leader militare britannico che combatte contro l’invasione dei Sassoni, distanziandosi dalle ambientazioni cortesi e dai temi religiosi ...

Note sul Silmarillion

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  Il Silmarillion è l’opera più ambiziosa e articolata di J.R.R. Tolkien, e forse può essere considerata la sua vera eredità letteraria. Pubblicato postumo nel 1977 a cura del figlio Christopher, Il Silmarillion non è un romanzo nel senso tradizionale, ma un corpus mitologico che narra la creazione, l’ascesa e la caduta delle antiche stirpi della Terra di Mezzo. Diviso in cinque parti principali, il libro inizia con l’ Ainulindale , la “musica degli Ainur”, in cui Tolkien immagina la creazione del mondo attraverso una sinfonia cosmica. Segue il Valaquenta , una sorta di “pantheon” che descrive i Valar e i Maiar, entità divine che vegliano (o tramano) sul destino del mondo. Il cuore dell’opera è il Quenta Silmarillion , la storia delle Silmaril, gemme di luce pura create dall’elfo Feanor, e delle guerre devastanti che queste scatenano. Il testo si chiude con l’ Akallabeth , il racconto della caduta di Numenor, e con Gli Anelli del Potere e la Terza Era , che collega la mito...

Tolkien professore. Il Medioevo e il fantastico

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Il volume The Monsters and the Critics and Other Essays è una raccolta di conferenze e saggi scritti e letti tra il 1931 e il 1959. In italiano, il libro è stato tradotto come: Il Medioevo e il fantastico . Entro subito nel merito dei singoli testi: per le citazioni che seguiranno, mi sono basato sull’edizione del 2000 di Luni Editrice. Più che una recensione, questa è una raccolta di appunti personali che ho ordinato, ripercorrendo i punti salienti di ciascun testo.   Beowulf: mostri e critici è una conferenza in memoria di Sir Israel Gollancz, tenuta alla British Academy. Tolkien ritiene che la critica che si è dedicata a Beowulf si sia concentrata soprattutto sul valore storico dell’opera, dimenticando di trattarla in quanto poema. D’altra parte, l’opera non è un poema epico, né espressione di paganità teutonica. La critica ha in genere sminuito il suo contenuto, trattando Beowulf come una caccia ai mostri fine a se stessa, in una trama fin troppo lineare. Tolkien distin...