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Realismo magico ucraino o qualcosa di diverso? Gli Eccentrici di Taras Prokhasko

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  È facile accostare Gli Eccentrici ( NeprOsti , 2002; ed. it. Utopia, 2024) di Taras Prokhasko a Cent’anni di solitudine di Márquez, ed è quanto avviene abitualmente nelle recensioni che ho trovato. Eppure, qualcosa non mi torna: accantonato l’evidente tributo allo scrittore sudamericano, mi sembra che la tradizione surrealista europea entri tra le pagine di Prokhasko con altrettanta forza.   Ambientato tra le montagne dei Carpazi, soprattutto al villaggio di Jalivec’, il libro racconta la storia di vari personaggi, tra cui Anna, nome che viene perpetuato di generazione in generazione all’interno di una famiglia del tutto particolare. Anna è la protagonista femminile, che incarna la continuità della vita al netto degli eventi distruttivi che la attraversano. Franz è una figura enigmatica e contemplativa; l’archetipo dell’uomo in cerca di senso in un mondo in continuo mutamento. Persona curiosa, certo, ma che non arriva mai ad afferrare il significato compiuto di ciò c...