La foresta trabocca. Marginalia sul romanzo
Accade di tornare su un testo già letto in precedenza. Di recente, mi è capitato con La foresta trabocca di Ayase Maru (che avevo già analizzato qui ), grazie a un gruppo di lettura. Ho potuto così mettere a fuoco il finale, che all’epoca della prima lettura sentivo di non aver compreso appieno. Ho cercato di riportare alla mente una lettura di diversi mesi fa, aiutandomi con gli appunti. Come emerso dal confronto nel gdl, è vero che la figura di Rui non presenta quasi mai un POV, ma è sempre filtrata attraverso occhi esterni: non solo il marito, che è il primo a “disegnare” il profilo pubblico della donna, pubblicando quel romanzo biografico in maniera spregiudicata, ma a seguire tutti gli altri (l’editor che ammette di non poterla guardare negli occhi; Takao che sprezzantemente dice che la colpa del disagio che provoca negli altri è soltanto sua, in quanto incapace di opporsi per debolezza). Vi è poi tutto un discorso intorno al valore dell’opera d’arte: qui, lungi ...