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La difficoltà di preservare un impero. Messia di Dune

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  Dodici anni dopo gli eventi narrati in Dune , Paul Atreides è ormai divenuto imperatore e il fanatismo che ne circonda il mito ha scatenato un Jihad interstellare. In Messia di Dune (1969), Herbert ribalta l’archetipo dell’eroe vincente, mostrandone la caduta e le contraddizioni. Paul, pur essendo formalmente il sovrano più potente di tutti i tempi, si trova impotente di fronte alla forza del mito religioso che ha generato. Oltre sessanta miliardi di persone sono già morte nel suo Jihad, ma la prescienza di Paul gli mostra che perfino quella carneficina potrebbe essere lontana dal peggior futuro possibile e lo spinge a cercare strade alternative per salvare l’umanità.   A differenza di Dune , in cui seguiamo l’ascesa di Paul, in Messia di Dune assistiamo alla crisi dell’eroe una volta al potere. Herbert vuole esplicitamente indagare i limiti del potere assoluto: «Ogni questione religiosa, governativa o finanziaria, si riassume in questa: Chi eserciterà il potere? Le...