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Non è stato facile conquistare l'ultima pagina

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  Il volto verde di Gustav Meyrink si apre in un negozio di scherzi. Fortunat Hauberrisser è un ingegnere austriaco che da tre settimane, e senza uno scopo preciso, si trova ad Amsterdam; entra nella bottega delle meraviglie di Chidher Grun e vi trova diverse bizzarrie, più o meno spiegabili. Vi trova anche alcuni libri, nonché un professore e uno zulù che confabulano in fondo a una stanza. Hauberrisser si assopisce come ipnotizzato e si sveglia convinto di aver ricevuto una rivelazione; gli si avvicina così il proprietario, un ebreo dalla pelle verde oliva che, quasi leggendogli nel pensiero, gli dice che non si impara l’essenza della magia senza saper riconoscere una bottega delle meraviglie o un libro della vita. Aggiunge poi di essere sulla terra da sempre. In questo breve spazio si condensa l’essenza del romanzo, ovvero la paccottiglia esotericizzante e la truffa ben mascherata, all’interno delle quali si possono trovare tuttavia cose vere.   La satira dell’esoteri...