Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta classici contemporanei

Ritornare sulla strada con McCarthy

Immagine
  Lessi questo libro per la prima volta alle superiori, più di dieci anni fa, e l’ho riletto di recente grazie a un gruppo di lettura. Rimane, per me, la migliore storia su un rapporto padre-figlio, benché l’opera tratti anche altre tematiche.   Cormac McCarthy ci propone una visione brutale di un mondo post-apocalittico, in cui un ragazzino e suo padre percorrono un territorio devastato, in direzione sud, cercando di sopravvivere. Il paesaggio – un personaggio a sé stante – è desolato e ogni specie animale sembra essersi estinta. La civiltà è caduta; gli esseri umani vagano come fantasmi, prede e predatori, buoni e cattivi, secondo la nomenclatura manichea che organizza le giornate dei due protagonisti. Il loro cammino sulla strada è il simbolo di una tenace resistenza («Chissà cosa incontrerai lungo la strada. Siamo sempre stati fortunati.»), che non accetta l’inutilità della vita e di tutte le cose, per quanto si sia perso ogni appiglio morale o di semplice umanità. ...