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Tensione e spregiudicatezza de Lo squalo di Peter Benchley

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  Il 1974, anno di uscita de Lo squalo ( Jaws ) di Peter Benchley, era un periodo di profonde trasformazioni per gli Stati Uniti; erano gli anni successivi alla guerra del Vietnam e allo scandalo Watergate, eventi che avevano minato la fiducia del pubblico nelle istituzioni e alimentato un diffuso clima di cinismo. La società statunitense attraversava una fase di incertezza; l’economia era in difficoltà, con un’alta disoccupazione e l’inflazione; si registrava un aumento dei divorzi e il disincanto verso le autorità. In questo contesto, la vicenda di una comunità minacciata da un pericolo invisibile e mortale risuonò in maniera inedita: un piccolo governo locale più preoccupato degli affari che della sicurezza dei cittadini ricordava fin troppo bene i recenti imbrogli politici, e la paura irrazionale scatenata dallo squalo sembrava canalizzare un sentimento strisciante e condiviso. Benchley seppe cogliere questi stati d’animo (in fondo, aveva a che fare in modo indiretto con la ...

La difficoltà di preservare un impero. Messia di Dune

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  Dodici anni dopo gli eventi narrati in Dune , Paul Atreides è ormai divenuto imperatore e il fanatismo che ne circonda il mito ha scatenato un Jihad interstellare. In Messia di Dune (1969), Herbert ribalta l’archetipo dell’eroe vincente, mostrandone la caduta e le contraddizioni. Paul, pur essendo formalmente il sovrano più potente di tutti i tempi, si trova impotente di fronte alla forza del mito religioso che ha generato. Oltre sessanta miliardi di persone sono già morte nel suo Jihad, ma la prescienza di Paul gli mostra che perfino quella carneficina potrebbe essere lontana dal peggior futuro possibile e lo spinge a cercare strade alternative per salvare l’umanità.   A differenza di Dune , in cui seguiamo l’ascesa di Paul, in Messia di Dune assistiamo alla crisi dell’eroe una volta al potere. Herbert vuole esplicitamente indagare i limiti del potere assoluto: «Ogni questione religiosa, governativa o finanziaria, si riassume in questa: Chi eserciterà il potere? Le...

Sette note nere di Maico Morellini

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  Maico Morellini è uno scrittore noto soprattutto per le sue opere di fantascienza, eppure sto imparando a conoscere la sua scrittura partendo da un altro genere. Sette note nere (Delos Digital, 2017) è una raccolta di racconti breve e varia, che unisce suggestioni horror, atmosfere da racconto gotico e incursioni nel fantastico più rarefatto. Il libro avvia la collana “Imperium Horror” della DD. Il filo conduttore non è tanto il soprannaturale in sé, pur presente, quanto l’oscurità che nasce da traumi, solitudini e fratture interiori. In queste sette storie, già in parte segnalate a premi come l’Algernon Blackwood e il Lovecraft, il perturbante prende forme diverse: a volte è un oggetto misterioso, come nel primo racconto, in cui una donna incinta trova un libro anonimo che porta incisa la scritta “Non ancora”, capace di insinuarsi nella sua vita come una forma ambigua di conforto, mentre sullo sfondo incombe la pressione sociale legata alla maternità e al mantenimento di un l...

Boiling Point di Marco Sors

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  Boiling Point. Colpo di coda per l’umanità (Dark Loop Press, 2025) di Marco Sors è un romanzo in cui si immagina un futuro (2030-80) segnato da crisi climatiche estreme e dall’ascesa al potere delle Intelligenze Artificiali. La cronologia di questo mondo è ricca di eventi: nel 2030 l’Onu avvia il Progetto Eden creando Regulus, un’IA avanzata incaricata di stabilizzare il clima. Già nel 2036 avviene la singolarità tecnologica, con le IA che superano l’intelligenza umana, mentre il riscaldamento globale raggiunge soglie critiche (+2°C nel 2038). Negli anni successivi il pianeta precipita nel caos: vengono sviluppate AI regionali come Carmen, Rasputin, Hammurabi e AgriCore per assistere Regulus, ma il clima continua a degradare, causando eventi catastrofici e conflitti per le risorse. Di fronte a ondate di calore insostenibili, l’umanità lancia iniziative estreme come la Chameleon Initiative, un programma di ingegneria genetica rettiliana per adattare l’uomo a un pianeta più cald...

Algoritmia di Valeria Roma

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  Romanzo che si muove tra il thriller psicologico, la narrativa speculativa e la riflessione esistenziale, Algoritmia di Valeria Roma è stato pubblicato nel 2025 da Eretica Edizioni. La protagonista, Laila, è una ventenne che lavora di notte, ha una vita solitaria e soffre di amnesie improvvise che le cancellano interi frammenti di vita. È distaccata dalla realtà ed è un personaggio crepuscolare, con una percezione incerta di sé. L’incontro con Nora, una giornalista quarantenne che sogna di diventare scrittrice, rappresenta l’innesco narrativo: le due donne si conoscono tramite Wasim, uno scultore di maschere enigmatico, e da quel momento i sogni iniziano a confondersi con i ricordi.   La costruzione narrativa è volutamente ambigua: i dialoghi sono essenziali, i dettagli ambientali minimi. Laila e Nora diventano specchi l’una dell’altra, mentre la distinzione tra ciò che è vero o immaginato si fa sempre più labile. Il titolo del libro sembra rappresentare un’indicaz...

Teratocene attraverso gli archetipi. I racconti di Zona 42

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Teratocene (2025) è un’antologia di racconti pubblicata da Zona 42, un titolo che fonde téras (“prodigio”, ma anche “mostro”) con il suffisso geologico -cene , in un neologismo che si fa manifesto programmatico. Ci troviamo oltre l’Antropocene, in un’era in cui l’umano provoca alterazioni – la teratogenesi appunto – e si trasforma in un essere mostruoso. I racconti ci parlano di un’umanità sopravvissuta alla propria catastrofe materiale e morale, ma incapace di immaginare un’autentica rigenerazione. Se la fantascienza classica guardava al futuro come frontiera, Teratocene lo guarda con repulsione, tanto che l’elemento fantascientifico finisce schiacciato sotto al peso dell’orrore e del raccapriccio.   Se nel mondo de La strada di McCarthy ci fosse vita animale, sarebbe certamente quella descritta da David Fragale in Preludio: la spiaggia di Zeta . L’invito è esplicito: «Vieni sulla spiaggia di Zeta dell’anno tremilaventisette, una distesa di sabbia grigia e untuosa punte...

Il cane alato del figlio di Tolkien. Roverandom

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  Roverandom è un romanzo breve che nasce nel contesto familiare di Tolkien: il professore infatti inventò la storia nel 1925 durante una vacanza al mare a Filey, per consolare il figlio Michael che aveva perso il suo cane-giocattolo sulla riva. Nel corso degli anni fu abbellita dai disegni dell’Autore e infine pubblicata postuma nel 1998. Come ricorda Priscilla Tolkien, gli anni in cui si sviluppò la storia furono ricchi di creatività e la scrittura si intersecò a quella di altre opere come The Hobbit . Il testo è stato debitamente arricchito da riferimenti letterari; è certo una fiaba giocosa e immaginifica, ma non priva di significati e nodi simbolici più profondi.   Il tema centrale di Roverandom è la trasformazione e il percorso di redenzione del protagonista. Rover (letteralmente “vagabondo”, a cui poi si aggiunge per crasi il termine random , “a caso”) è un cagnolino vivace e un poco impertinente, che viene trasformato in un giocattolo inanimato dallo stregone Artase...