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Starman. Un Carpenter amoroso

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  Non capita spesso che un regista come John Carpenter, maestro dell’horror e della tensione urbana, scelga di raccontare una storia d’amore venuta dallo spazio. Eppure Starman (1984) è anche questo: un film di fantascienza malinconico, dove l’alieno non rappresenta una minaccia, ma un riflesso tenero e straniante dell’umano. È una storia che discute il modo in cui affrontiamo il lutto e i progetti di vita falliti per uno scherzo del destino.   La storia prende avvio da un incidente spaziale: una sonda terrestre lancia un messaggio di benvenuto nello spazio profondo, e qualcuno risponde, ma l’atterraggio non va come previsto: le autorità militari colpiscono l’astronave e l’essere a bordo è costretto a rifugiarsi in una casa sperduta nel Wisconsin. Lì, per sopravvivere e per farsi comprendere, assume la forma del marito defunto della donna che vi abita: Jenny Hayden (Karen Allen), una donna fragile ma mai passiva, vedova da poco e ancora piena di dolore. L’alieno – il “...